Luis Enrique, il CT rivoluzionario che ha fallito in Qatar e trionfato su Twitch

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L’avventura della Spagna ai mondiali in Qatar 2022 è inaspettatamente finita anzitempo con l’eliminazione ai calci di rigore contro il Marocco. La Roja non è riuscita in 120 minuti a sbloccare il risultato contro i magrebini e si vede costretta ad abbandonare la competizione molto prima del previsto. Per gli spagnoli si tratta della seconda eliminazione consecutiva in un mondiale agli ottavi di finale e per di più ai calci di rigore (quattro anni fa furono i padroni di casa della Russia a porre fine al torneo spagnolo).

Duro colpo per Luis Enrique che è stato senza dubbio il CT più “rivoluzionario” del mondiale dentro e fuori dal campo, non senza critiche da addetti ai lavori e non. Innanzitutto, prima dell’inizio dei giochi c’era stato l’annuncio che aveva sorpreso tutti: il selezionatore della Nazionale Spagnola annunciava che durante il ritiro avrebbe iniziato delle dirette streaming su Twitch per parlare in maniera informale con i tifosi. Queste live hanno avuto un successo incredibile sin dalla prima “puntata”, il che ha portato Lucho a ripetere molto spesso le dirette portandone a termine un totale di tredici. Di solito, si collegava intorno alle 19:00 (eccetto i giorni della partita) ed è arrivato a toccare picchi di 150 mila spettatori. È riuscito a mostrare un’altra faccia del pallone: il dietro le quinte del calcio e di un ritiro di un mondiale, avvicinando moltissimi spagnoli ancor di più alla Nazionale.

I detrattori del tecnico spagnolo (la quasi totalità della stampa iberica) l’hanno accusato di mancata professionalità in quanto molte dirette avvenivano durante le partite delle (possibili) dirette concorrenti: l’ultima proprio l’altro ieri sera durante l’ottavo di finale che ha visto trionfare il Brasile contro la Corea del Sud. Difficile pensare, oggettivamente, che una diretta su Twitch potesse distrarre il tecnico dal suo lavoro e, soprattutto, che pur non vedendo live una partita, non avesse uno staff per analizzare nel dettaglio tutte le giocate delle avversarie (che lui stesso in altri momenti off the records avrebbe studiato e analizzato). Visto il successo riscosso sul web, è probabile che la sua esperienza venga imitata anche da altri.

Se c’è da muovere qualche critica (di quelle facili da calcio parlato fatte con il senno di poi a risultati acquisiti) c’è molto da analizzare di quanto avvenuto sul terreno di gioco durante le quattro partite dalle quali la Spagna ha ottenuto una sola vittoria contro la Costa Rica, tra l’altro all’esordio. Molte delle sue scelte sono state criticate, il che avviene con quasi tutti i CT del mondo e ancor di più quando si perde, come ad esempio la non convocazione di alcuni giocatori di spicco della Spagna come Borja Iglesias o Iago Aspas oppure l’eccessivo utilizzo di calciatori non ritenuti da tutti all’altezza come Dani Olmo, Marco Asensio o suo genero Ferran Torres. La mancata prolificità della Roja ha inasprito le critiche anche per lo scarso impiego dell’unico bomber presente in rosa: Álvaro Morata.

Nelle prossime ore Luis Enrique si riunirà con il presidente della Federcalcio spagnola, Luis Rubiales, per parlare di futuro: il suo addio alla Spagna è quasi certo, ci sarà solo da formalizzarlo. Dopo la disfatta di Doha, Lucho si prenderà molto probabilmente una pausa e rimarrà in attesa di una squadra, una squadra che dovrà però essere aperta ad avere un tecnico “rivoluzionario”.