Malattia neurologica colpisce 43 Canadesi, gli esperti brancolano nel buio

Si sta diffondendo sempre di più una malattia neurologica misteriosa simile alla "mucca pazza". In particolare in Canada, con 40 casi finora scoperti.

0
Malattia neurologica
Canada, Fonte Flickr

Parallelamente al COVID-19, il mondo deve far fronte anche ad una malattia neurologica avvolta nel mistero. Infatti neanche gli esperti riescono ad identificarne con precisione la causa, ancor meno la cura. I sintomi però sembrano essere simili al morbo della “Mucca pazza”.

UNA MALATTIA MISTERIOSA – Attualmente la zona più colpita è il Canada, dove almeno 43 persone hanno contratto questo strano male. 5 invece i decessi, fino ad ora registrati. Il primo caso risalirebbe al 2015, per poi diffondersi piano piano negli anni successivi. 24 nel 2020 e 6 nel 2021.

La malattia neurologica in questione presenta sintomi vicini a quella di Creutzfeldt-Jakob (CJD), sindrome cerebrale fatale quanto rara. Scoperta per la prima volta nel 1996 e la cui variante più famosa è proprio il morbo della “Mucca pazza”, come anticipato. Parliamo quindi di dolori e spasmi inspiegabili, declino cognitivo e cambi di comportamento.

Non solo tuttavia, in quanto i pazienti soffrono anche di atrofia muscolare e allucinazioni visive e problemi di coordinazione. E purtroppo è l’unica cosa che gli scienziati sanno per certo.

TEORIE – Tra le varie teorie vi è quella del neurologo Alier Marrero, il quale ipotizza che le cause potrebbero essere legate a acqua, cibo o addirittura aria. Inoltre, molti dottori pensano si possa trattare di una variante della malattia a Prioni. A riguardo, l’esperto canadese Neil Cashman esprime le sue perplessità. «Non ci sono prove, anche nelle tre autospie che sono state eseguite, di una malattia da prioni umana. È qualcosa di inaspettato per me».

«Alcuni possibili sospetti includono la B-metilammino-L-alanina (BMAA) e l’acido domoico, entrambe tossine che a volte si accumulano nei pesci e nei crostacei» – continua Cashman. Tuttavia: «È possibile che le indagini in corso ci rivelino la causa in una settimana, così come è possibile che per scoprirla occorra anche un anno».