Malta, accordo Ue sulla redistribuzione dei migranti

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Fonte Pixabay

E’ stata raggiunta l’intesa pilota, in occasione del vertice Ue a Malta, sulla redistribuzione dei richiedenti asilo che arrivano in Europa. Ad annunciarlo è il ministro dell’Interno maltese Michael Farrugia, il quale ha dichiarato il raggiungimento di “un accordo per un documento comune” che sarà discusso nel Consiglio Affari Interni in programma il prossimo 8 ottobre a Lussemburgo.

I punti su cui Italia, Malta, Francia e Germania hanno trovato l’accordo che dovrà poi essere sottoposto agli altri Paesi dell’Unione Europea sono quattro, tra cui quello che prevede la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo, non limitandosi a chi tra loro abbia ottenuto lo status di rifugiato.

Stando a quando riporta il ministro dell’Interno italiano Luciana Lamorgese, nell’accordo viene innanzi tutto stabilita la “rotazione volontaria” dei porti di sbarco, nonché la “redistribuzione dei migranti su base obbligatoria” con un sistema di quote che verrà determinato in base a quanti dei 28 Paesi dell’Ue parteciperanno all’intesa; Il sistema prevede che una volta stabilita la quota da redistribuire, i migranti saranno direttamente inseriti nella banca dati del paese di destinazione, il quale si farà carico anche degli eventuali rimpatri.

Da oggi Italia e Malta non sono più sole” ha dichiarato Lamorgese. “C’è la consapevolezza che i due paesi rappresentano la porta d’Europa. Il testo predisposto va nella giusta direzione, ci sono contenuti concreti e abbiamo sciolto dei nodi politici complicati“. Si auspica ora che l’accordo sia condiviso quanto più possibile tra i paesi Ue.

Il ministro dell’interno tedesco, Horst Seehofer, ha dichiarato che questo sistema “aprirà la strada alla revisione della politica comune europea d’asilo“, cioè del regolamento di Dublino, aggiungendo che “senza questo accordo, la revisione di Dublino non sarebbe mai possibile“. Il ministro ha aggiunto che sono stati individuati alcuni regolamenti che aiutano Italia e Malta con procedure chiare e prevedibili per la riduzione dei rifugiati e si è dichiarato ottimista che “in un breve futuro riusciremo a fare una politica comune europea“.

Un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea“, conclude Lamorgese. “Ho trovato un clima davvero positivo perché la politica migratoria va fatta insieme agli altri stati. Noi abbiamo sempre detto che chi arriva a Malta e in Italia arriva in Europa. E oggi questo concetto fa parte del comune sentite europeo“.