Manchester United, l’emblema del calcio contemporaneo?

0

Finisce l’avventura del Manchester United in Champions League. Dopo aver perso questa sera contro i meno quotati avversari del Wolfsburg per 3-2, infatti, i Red Devils saranno retrocessi in Europa League. Si tratta di un’altra partita deludente della gestione van Gaal, nonostante i numerosi e costosi interventi della società sul mercato, che nella scorsa sessione estiva di mercato si è assicurata la firma di giocatori del calibro di Schweinsteiger e promesse come Martial e Darmian: il tutto per cifre che non stiamo qui neanche a calcolare, perché esageratamente gonfiate.

Fatto sta che il Manchester United non sta facendo quello che dovrebbe o che ci si aspetterebbe. In Premier League van Gaal si deve attualmente accontentare di un quarto posto striminzito, anche se la vetta della classifica dista per fortuna solo tre punti. Nella Capital One Cup, lo United è uscito agli ottavi, dopo aver perso in casa contro il Middlesbrough. Adesso la sconfitta in Champions, in un girone tutto sommato abbordabile, data la presenza di PSV, Wolfsburg e CSKA Mosca: tutte squadre ostiche, ma certamente sulla carta meno attrezzate rispetto a quella inglese, che partiva con tutti i favori del pronostico per una qualificazione alla fase successiva.

Louis van Gaal ha provato in questi mesi diversi moduli, ma mai con risultati del tutto convincenti. Il problema principale, comunque, sembra costituito dai protagonisti del gioco: i devils sembrano spesso impacciati, macchinosi e faticano a costruire buone occasioni da rete, specialmente se devono farlo giocando un buon calcio. Ma, cosa, ancora più grave, questa squadra sembra mancare di un’anima. Il che è incredibile, se si considera che il calcio inglese è sempre stato famoso per l’animosità caratteristica dei suoi giocatori e tifosi.

A ben vedere, però, questo problema riguarda ormai la maggior parte delle squadre europee: per esempio Sebastien Frey, ormai ex calciatore, ha dichiarato recentemente al Corriere dello Sport che “Negli ultimi tre-quattro anni mi sono accorto che questo mondo mi appartiene sempre di meno. I ragazzini, dagli undici anni in poi, hanno in testa le cose sbagliate. Pensano di essere Messi o Cristiano Ronaldo. Vogliono la macchina grossa, le scarpe con il nome sopra, non pensano al calcio.”

Il Manchester United è poi una di quelle squadra che incarna una nuova tendenza del calcio contemporaneo: cioè le spese sempre più assurde per acquistare dei giocatori. Martial, ex punta del Monaco, è stato pagato 80 milioni di euro, ma purtroppo finora ha segnato solo tre reti in Premier. Il PSG, solo per prenderne una a caso, agisce allo stesso modo, acquistando Di Maria per appena 63 milioni di euro. Il che, inevitabilmente, non può non avere degli effetti sul modo di intendere il calcio, esattamente come ha detto l’ex portiere Frey.