Mancini torna a parlare: addio dall’Inter senza rancore o quasi: “Voglio rispondere ai criticoni!”

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Chi non muore si rivede, prima o poi. Roberto Mancini, dopo diverse settimane di distanze dal suo addio all’Inter, torna ufficialmente a parlare. Qualche tifoso nerazzurro lo rivorrebbe in panchina, molti altri no.

SENZA RANCORE O QUASI – Il suo successore Frank De Boer potrà disporre di una formazione di livello per questa stagione negli 11 titolari. Dopodiché bisogna anche saper farli rendere al meglio sul campo e lì diventa un altro discorso. Intanto, il Mancio, intervistato dal Corriere dello Sport, ripercorre le tappe dell’addio all’Inter, non risparmiando qualche frecciatina, ma in linea di massima in maniera sobria e secondo il suo stile sempre piuttosto pacato: “Non voglio avere rimpianti. Era una sfida importante tornare all’Inter qualche anno fa e sono sicuro di non aver sbagliato scelta. L’esperienza resta positiva. Mi dispiace di non aver potuto terminare il lavoro, ora che c’è una base di squadra molto solida. Con l’Inter continuo ad avere un ottimo rapporto, come buoni amici. Nessun rancore. La risoluzione è stata consensuale. Resterò sempre un tifoso nerazzurro. Però una cosa voglio dirla, rispondendo a tutti i criticoni. L’ultimo che mi ha tirato in ballo è stato Gullit. Era invidioso da giocatore e lo è anche adesso da disoccupato. Cosa sa lui per parlare del lavoro di un collega? All’Inter hanno i dati del lavoro fatto durante la preparazione che abbiamo fatto: siamo nell’epoca moderna, ci sono i Gps, i computer, io ho uno staff di professionisti seri e nessuno può permettersi di denigrare il nostro piano. Ci sono i dati, i numeri, è tutto registrato. Non esiste, per chiarezza, una squadra pronta il 20 agosto. Ci vogliono minimo sei o sette giornate per essere al top. E con questo chiudo la polemica sulla preparazione sbagliata. L’unico rimpianto è che avremmo potuto disputare i preliminari di Champions al posto della Roma. Bastava un po’ più di continuità, ma è andata così. Altri rimpianti non ne ho”.