venerdì, Ottobre 16, 2026
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Marc Marquez: come diventare protagonista di un mondiale perso

Marc Marquez, alla fine di una gara, il gp della Malesia, che farà discutere ancora per molto tempo, ha detto che bisogna stare attenti a certi atteggiamenti perché quando si corre così forte, si rischia la pelle.
Giusto. Se non fosse che lo spagnolo è sceso in pista, non tanto per vincere, ma per far perdere Rossi. Farlo perdere, o farlo cadere. Del resto, lo ha aspettato, gli si è attaccato addosso e non lo ha più mollato. Non c’era un vero motivo, sportivo s’intende, perché Marc Marquez quest’anno non è mai stato davanti nel mondiale, e alla penultima gara non aveva niente da vincere.
E’ sicuramente vero che Rossi ha commesso, quello che nel gergo calcistico definiremmo un fallo, e che sia di reazione, conta poco. Ma è altrettanto vero che lo spagnolo ha perseverato in una condotta di gara al limite dell’insopportabile. Sarebbe potuto cadere Rossi, o sarebbero potuti cadere entrambi. La moto Gp, non è come la Formula 1, dove è possibile aspettare un rallentamento in curva, tamponare la macchina avversaria e metterla fuorigioco, con le moto non si rallenta quasi mai, il rischio di giocarsi la pelle è persino più alto.
Normale che se un avversario continui a venirti addosso, tu cerchi di allontanarlo, anche con una spinta.
Ma lo sport è spettacolo, e succede, è sanzionabile, solo quello che si vede, quello che è evidente e può fungere da cattivo esempio.
Adesso Valentino Rossi si giocherà tutto alla disperata nell’ultima gara, a Valencia. Probabilmente non riuscirà nell’impresa di vincere il decimo titolo iridato, ma questo Mondiale resterà alla storia come quello che fu deciso dall’uomo che non lo avrebbe vinto mai.

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