Mario Biondo: nuove informazioni mettono in discussione il suo presunto suicidio, parla la madre

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Il suicidio di Mario Biondo continua a far discutere. La morte del cameraman è stata infatti archiviata così dalle autorità spagnole, ma la madre di Mario Biondo, Santina, ha forti dubbi a riguardo.

TERZA AUTOPSIA, NUOVE SCOPERTE – Quest’ultima è stata invitata allo show di Giancarlo Magalli, I Fatti Vostri, e ne ha approfittato per condividere nuove informazioni. Ora se una cosa è certa è l’amore incondizionato di una madre, la quale non vedrebbe mai il proprio figlio in alcune circostanze. Mai crederebbe che il suo bambino abbia cominciato a drogarsi fino a che la morte non sovvenga. Ma in questo caso i dubbi di Santina Biondo sono fondati, in quanto la sua tesi è sostenuta da una terza autopsia effettuata sulla salma del figlio. Ne deriva un’assenza totale di cocaina nel corpo del cameraman. “Due settimane prima erano stati in clinica per fissare la data dell’inseminazione artificiale, era il 5 giugno. […] La sera prima di morire, Mario aveva chattato con la sorella e le aveva detto che era felice perché noi saremmo andati a trovarlo a Madrid […] Una persona che ha intenzione di suicidarsi non pensa a queste cose”. Questo dichiara Santina prima di accusare un altro sospettato.

LA MOGLIE DI MARIO BIONDO COLPEVOLE? – La madre di Mario Biondo continua accusando direttamente la moglie del figlio, Raquel Sanchez-Silva. “Se non si è suicidato, è stato ammazzato.[…] Sono convinta che avesse scoperto qualcosa di molto grave che avrebbe potuto rovinare la vita di qualcuno. La moglie ha detto delle cose non accettabili, non congruenti, non palesemente vere. Nel secondo interrogatorio, ha detto una sfilza di “non ricordo”, […] Non si è mai preoccupata di quanto è accaduto al marito, un ragazzo di 30 anni. […] Abbiamo chiesto due volte di riaprire il caso e lei si è opposta. Ha dichiarato che mio figlio era un drogato e anche questa tesi è stata smentita. […] Siamo pronti ad affrontare altre spese. Mio figlio merita giustizia”. Il caso continua.