Marotta mette fuorigioco Icardi: l’argentino in scacco in tre mosse

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Giuseppe Marotta, ad della Juventus, fonte Flickr
Giuseppe Marotta, ad della Juventus, fonte Flickr

Lo avevamo apprezzato come uomo-mercato, in grado di chiudere affari impossibili e dal fiuto sopraffino per i potenziali campioni. Oggi Beppe Marotta probabilmente potrà essere annoverato tra i manager più bravi, per strategia e pragmatismo, nella gestione dei problemi dello spogliatoio. E’ fuori di dubbio che sia stato lui a guidare la squadra attraverso l’affair Icardi rafforzando mentalmente una rosa che da gennaio aveva iniziato a sfaldarsi.

Marotta ha agito con tempestività e decisione, mettendo in campo tutta la sua esperienza di fine stratega e ottimo comunicatore. Fondamentalmente sono state tre le mosse con cui ha allontanato Icardi dall’universo nerazzurro, addirittura rendendolo inviso ai suoi stessi tifosi.

Tre mosse per uno scacco matto

La prima mossa è stata privarlo della fascia di capitano dopo i tentativi del bomber e del suo entourage di rinnovare un contratto paventando l’ipotesi di un prematuro addio. In questo caso la fermezza dell’ex direttore juventino è stata esemplare e Icardi è puntualmente caduto nella trappola. Il giocatore si è eclissato per due mesi buoni lasciando la squadra a lottare da sola mentre lui seguitava a fare l’offeso sui social.

La seconda mossa è stata di tipo mediatico. L’A.d. , attraverso le sue brillanti e mirate dichiarazioni, ha delegittimato pubblicamente la figura della moglie-manager Wanda Nara parlando di “difficoltà a relazionarsi con procuratori improvvisati”. Da quel momento ogni post social o scatto della bella argentina sono stati visti come segno di mancanza di professionalità o qualcosa di disdicevole. Così mentre lady Icardi continuava a portare avanti il suo lavoro di modella, tra i tifosi montava la polemica e il binomio Mauro-Wanda iniziava a diventare indigesto.

La terza ed ultima mossa è stata quella di portare ad Appiano un sergente di ferro come Antonio Conte. La mossa avrebbe funzionato su più ambiti. Il tecnico non avrebbe mai potuto avallare la presenza in rosa di un tipo come Icardi. Troppo esposto mediaticamente e che pensa troppo a sé stesso prima che al gruppo. Allo stesso tempo il giocatore, sentendosi sempre più alle strette, avrebbe finito per arrendersi (come, in effetti, sta accadendo). Contemporaneamente, in tutto questo baillame, i tifosi avrebbero finito per supportare la squadra a discapito del singolo. In gergo tennistico questo si direbbe proprio “game, set, match” per Marotta.