Mars, plastica in una barretta: l’azienda ritira gli snack dagli scaffali

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La multinazionale statunitense Mars è costretta a ritirare migliaia di barrette Mars, Snickers e alcune versioni di Milky Way e Celebrations dagli scaffali di 55 paesi, tra cui anche Italia, Inghilterra, Germania, Spagna e Francia (ma anche Sri Lanka e Vietnam). Le barrette richiamate sono quelle con la data di scadenza tra il 19 giugno 2016 e l’8 gennaio 2017. Tutto questo dopo la scoperta di un uomo, il quale lo scorso 8 gennaio ha acquistato una barretta di Snickers in Germania e mentre la mangiava ha trovato al suo interno un pezzo di plastica rosso. Dopo che l’uomo si è lamentato con la Mars è stato scoperto che il pezzo di plastica proveniva da una copertura protettiva utilizzata nella fabbrica di Veghel, Paesi Bassi.

A rivelarlo, in una nota ufficiale, è Eline Bijveld, coordinatrice per gli affari societari di Mars per l’Olanda, che ha tenuto a precisare come la misura sia di tipo precauzionale in quanto “il richiamo riguarda solo le barrette prodotte in Olanda”. La produzione incriminata dunque è quella di inizio anno proveniente dalla fabbrica di Veghel (che esporta all’estero), da dove comunicano di aver aperto un’indagine per capire le dinamiche dell’incidente. Eline Bijveld, ha detto: “Non sappiamo ancora cosa sia successo, ma non possiamo essere certi che altra plastica sia finita in altri nostri prodotti”. Questa è la prima volta che l’azienda Mars è costretta a ritirare dal mercato dei prodotti proveniente dalla fabbrica di Veghel. Lo stabilimento di Veghel è stato aperto nel 1963 e dà lavoro a circa 1.200 persone.

“Si tratta di un episodio molto grave che coinvolge la salute e la sicurezza alimentare dei consumatori, dal momento che per le autorità olandesi la plastica ritrovata nel prodotto potrebbe determinare il soffocamento” commenta il Codacons che avverte “stiamo valutando le azioni da intraprendere a tutela dei consumatori italiani” essendo anche l’Italia nella lista dei 55 paesi oggetto di ritiro, e “non escludiamo possibili azioni risarcitorie collettive contro la multinazionale per conto dei cittadini che hanno acquistato le barrette incriminate, in relazione ai potenziali pericoli corsi”.