sabato, Gennaio 17, 2026
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Medicina senza test d’ingresso: nuovo sistema di selezione dal 2025-2026

Dal prossimo anno accademico, gli aspiranti medici potrebbero accedere a Medicina senza dover affrontare i tradizionali test di ammissione

Dal prossimo anno accademico, gli aspiranti medici potrebbero accedere alla facoltà di Medicina senza dover affrontare i tradizionali test di ammissione. Il nuovo sistema prevede un semestre iniziale ad accesso libero, durante il quale gli studenti dovranno sostenere esami uniformi a livello nazionale. Al termine di questi sei mesi, verrà stilata una graduatoria su base nazionale per decidere chi potrà proseguire gli studi.

Bernini: “Una svolta storica per i giovani”

La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha definito la riforma “un passo storico” per garantire a più giovani l’opportunità di diventare professionisti nel campo medico. Ha sottolineato che il fabbisogno di nuovi medici nei prossimi sette anni è di circa 30.000, e che il numero di posti disponibili è già stato aumentato. Con l’introduzione di questo sistema, si riorganizzerà il processo di selezione, favorendo una formazione di qualità attraverso un semestre caratterizzante e offrendo agli studenti una seconda opportunità con percorsi alternativi.

Aumentano i posti disponibili

La riforma, presentata oggi in Senato dai presidenti delle commissioni Istruzione e Sanità, Roberto Marti e Francesco Zaffini, mira ad essere operativa già dall’anno accademico 2025-2026, compatibilmente con i tempi parlamentari. Il provvedimento punta a portare il numero di posti disponibili a 25.000, rispetto ai 20.000 attuali.

Chi non riuscirà a rientrare nella graduatoria, potrà comunque utilizzare i crediti formativi ottenuti durante il primo semestre per iscriversi ad altri corsi di laurea, evitando così di perdere l’anno accademico.

La riforma si estende anche ai corsi di laurea in Odontoiatria, Protesi dentaria e Medicina veterinaria. Il testo, già approvato dalla Commissione Istruzione del Senato, dovrà ora passare al voto in Aula e poi alla Camera.

Valentina Sammarone
Valentina Sammarone
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