Medio Oriente, Israele attacca ma precisa: “Truppe non ancora a Gaza”. Netanyahu: “Andremo avanti per tutto il tempo necessario”

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Fonte: Wikimedia Commons

Proseguono gli attacchi aerei di Israele su Gaza e i lanci di missili da parte di Hamas: stando a quanto riporta un comunicato delle Forze armate d’Israele citato dal Guardian, per l’intera notte circa 160 aerei dell’Esercito israeliano hanno colpito più di 150 “obiettivi sotterranei” nel nord della Striscia di Gaza, mentre truppe corazzate e artiglieria si sono schierate lungo il confine sparando centinaia di proiettili di artiglieria e carri armati.

LA RETTIFICA – Jonathan Conricus, il portavoce militare israeliano, ha fatto sapere che “attualmente non ci sono truppe di terra all’interno della Striscia di Gaza“, contrariamente a quanto comunicato in un primo momento, precisando che “l’aviazione e le truppe di terra stanno conducendo attacchi su obiettivi nella Striscia”.                          Il Times of Israel, in merito alla gaffe dell’esercito israeliano, riporta sul suo sito web: “Le forze di difesa israeliane sembrano aver indotto erroneamente i media stranieri a credere che l’esercito avesse lanciato un’invasione di terra nella Striscia durante il suo massiccio bombardamento del nord di Gaza”.

LE DICHIARAZIONI DEL PREMIER ISRAELIANO –Ho detto che avremmo fatto pagare un prezzo molto alto ad Hamas. Lo facciamo e continueremo a farlo con grande intensità”, ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali social. “L’ultima parola non è stata detta e questa operazione proseguirà per tutto il tempo necessario”.

GLI ATTACCHI – Nonostante gli appelli e i tentativi di mediazione, la comunità internazionale sembra assistere impotente. Fino ad ora circa 1.600 razzi sono piovuti dalla Striscia, anche di nuova concezione e corredati dalla novità dei droni esplosivi, bersagliando il sud e le zone centrali del Paese. L’aviazione ebraica ha reagito con circa 600 attacchi, principalmente contro la catena di comando e di intelligence di Hamas e della Jihad e contro i lanciatori di missili anti tank.

NAUFRAGA GOVERNO ANTI-NETANYAHU- Sul piano politico, sembra tramontare l’ipotesi di un governo di unità anti-Netanyahu: il leader di Yamina Naftali Bennett ha escluso di poter far parte di un esecutivo con Yair Lapid e secondo alcuni media riprenderà i colloqui con il Likud di Netanyahu. La decisione sarebbe legata proprio ai disordini tra arabi ed ebrei, in quanto si confidava nella possibilità che il governo alternativo a Netanyahu potesse essere sostenuto dall’esterno dai partiti arabi.