Medio Oriente, razzo su casa a Tel Aviv: Israele accusa Hamas

0
Foto da sito web stratcom.mil

E’ alta la tensione in Medio Oriente dopo che nella giornata di ieri un razzo lanciato da Gaza ha colpito una casa a nord est di Tel Aviv, ferendo 7 israeliani tra cui due bambini. Ieri pomeriggio l’esercito israeliano ha replicato con una serie di attacchi su tutta la Striscia contro obiettivi di Hamas, considerata responsabile del lancio.

In tarda serata non si è fatta attendere l’ulteriore contro-reazione, un serie di razzi partiti dalla Striscia verso Sderot e il sud d’Israele, che per ore hanno fatto suonare le sirene di allarme.

Successivamente è stata diramata da Hamas la notizia del raggiungimento di un accordo, anche grazie all’intervento dell’Egitto che “è riuscito a mediare un cessate il fuoco tra la resistenza palestinese e l’occupazione israeliana“. Poco dopo, tuttavia, nelle zone di Israele attorno alla striscia hanno ripreso a suonare le sirene di allarme.

In molte città israeliane, inclusa Tel Aviv, sono stati aperti i rifugi pubblici e la criticità della situazione ha spinto il premier Benyamin Netanyahu ad abbreviare i tempi della sua visita negli Usa per far ritorno in patria subito dopo l’incontro con Donald Trump. Prima di lasciare gli Usa, il premier ha preso atto del formale riconoscimento da parte di Washington, siglato dal capo della Casa Bianca, della sovranità di Israele sulle Alture del Golan, occupate dopo la guerra dei Sei giorni.

L’operato americano ha suscitato le reazioni della Russia e della Siria: il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov, al telefono con il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, avrebbe affermato che gli Usa “minano la pace e violano la sovranità nazionale“; dello stesso avviso la Siria, che ha commentato l’episodio come una “flagrante violazione del diritto internazionale” e ha bollato gli Stato Uniti come “il principale nemico degli arabi“.

Rientrato in patria, il premier Benyamin Netanyahu ha dichiarato all’indirizzo di Hamas che “non esiteremo ad entrare e fare tutti i passi necessari” connessi “ai bisogni di sicurezza di Israele”.