Metodi di pagamento a norma con il nuovo obbligo di tracciabilità

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Fonte: pixabay.com

Con l’arrivo del 2019 è entrata in vigore a pieno la Legge di Bilancio tra le norme troviamo l’abolizione delle schede carburante, l’introduzione della fatturazione elettronica e l’obbligo di pagare i rifornimenti carburante con metodi tracciabili per avere diritto alle detrazioni IVA.

Professionisti e aziende dovranno quindi adattarsi ai cambiamenti introdotti abbandonando i contanti e introducendo nuove soluzioni per i pagamenti e per agevolare la fase amministrativa di riconciliazione delle fatture elettroniche.

L’Agenzia delle Entrate, il 4 aprile 2018, ha chiarito definitivamente quali saranno i metodi di pagamento accettati dal primo gennaio 2019. Elenchiamo di seguito tutti i metodi a norma di legge:

  • Carte di credito, carte di debito e prepagate a patto che consentano addebiti diretti sul conto corrente
  • Pagamenti elettronici come bonifici, bollettini postali, addebiti diretti
  • Assegni sia bancari che postali anche circolari e vaglia postali e cambiari

Andiamo ora a vedere più in dettaglio le opzioni presenti sul mercato per la categoria delle carte di credito, debito e prepagate poiché al momento sembrano essere la soluzione migliore e ampiamente adottata sia dai professionisti che dalle catene di distribuzione di carburante.
Effettuare pagamenti con carte è vantaggioso sotto molti aspetti come ad esempio sicurezza, facilità d’uso e ottenimento, agevolazione della contabilità ed è pensato per ridurre l’evasione fiscale legata agli acquisti in contanti.

La tipologia di carta che sta conquistando un numero sempre maggiore di utenti è la carta prepagata. I vantaggi principali delle prepagate sono i bassi ed a volte inesistenti costi di gestione, la facilità d’uso, la sicurezza ancora maggiore poiché non legate direttamente al proprio conto corrente e la possibilità di ricaricare o limitare la spesa in tempo reale dal proprio smartphone.
Le carte di credito rimangono molto diffuse grazie appunto alla possibilità di acquistare un bene senza disporre necessariamente del denaro necessario ma presentano costi di gestione molto più elevati e spesso incorrono in commissioni sui pagamenti di carburante superiori ai 100 euro.
Le carte di debito o bancomat sono sempre meno usate per gli acquisti di carburante a causa della necessità di avere un conto separato per ogni carta cosa che può risultare complicata e laboriosa per ditte con una flotta aziendale cospicua.

Tutte i tipi di carta menzionati sopra sono completamente tracciabili poiché le transazioni vengono riportate su estratti conto adatti ad essere utilizzati in fase amministrativa per detrarre l’IVA sugli acquisti.

Un’altra opzione interessante per agevolare ancora di più la fase di rendicontazione e la gestione della flotta aziendale è quelle delle carte carburante. Le carte carburante sono delle vere e proprie carte di credito o prepagate che vengono utilizzate specificatamente (in quasi tutti i casi) per gli acquisti di carburante o lubrificanti. L’opzione migliore, però, rimane una carta prepagata per i rifornimenti grazie ai costi contenuti e la possibilità di ottenere una carte per ogni veicolo o dipendente senza aumentare le spese. Ne esistono 3 diverse categorie, le carte monomarca, multimarca e universali.
Le carte monomarca consentono di rifornirsi solamente presso i distributori di una determinata catena di stazioni di servizio; le carte multimarca consentono di rifornirsi presso diversi marchi a patto che siano convenzionati con il servizio scelto; esiste solamente una carta universale sul mercato al momento ed essa consente appunto di rifornirsi in qualunque distributore di carburante presente sul territorio italiano.