Mia Martini e la fragilità che la rese forte: 22 anni senza Mimì

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<<Voglio preparare una tournée seria e registrare un live, ormai ho 47 anni, ho poco tempo, non voglio fare più niente che non rimanga nella storia, lo faccio per voi, perché poi da cadavere valgo di più, la “Vostra Signora” farà i miliardi>>, queste le parole di Mia Martini, in un’intervista con Pippo Augliera, riportata nel libro curato proprio da quest’ultimo: “Mia Martini, la regina senza trono”.  Un anno più tardi, nel lontano 1995, precisamente il 12 maggio, Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè, se ne andò lasciando un vuoto tuttora incolmabile nel mondo della sua adorata musica. La musica, colei che l’ha salvata e punita durante gli anni della sua carriera. Basti pensare alla molteplicità di case discografiche cui dovette, ora rinunciarvi, ora riavvicinarvi, pur di realizzare i suo ideali. Suoi e di nessun’altro. Ideali criticati, come pure criticato fu il suo essere: l’essere troppo brava, da dar fastidio, no, da portare “sfortuna”.

La carriera tormentata che l’ha portata a continui crolli emotivi e fisici. La voce che andava via durante il periodo di Sanremo, il tentato, e forse riuscito, riconciliamento col padre “padrone” violento, cui gli aveva cantato la famosa canzone intitolata “Padre davvero”. E poi ancora, il rapporto burrascoso con la sorella Loredana Bertè, lo sfratto e poi la convivenza in quella casa abitata dai topi, l’incidente in auto che la fece finire in un burrone. Salva per miracolo, dirà più tardi.

Arrivò a casa a piedi tutta sanguinante, pianse disperatamente e poi, all’improvviso, cominciò a ridere. Una sorta di rinascita fu quell’incidente. Rinascita che la portò al festival di Sanremo del 1989 con “Almeno tu nell’universo”.

Pochi ricorderanno o conosceranno l’intervista di Silvia Annicchiarico per il programma “Stereo 1” risalente al 1981. Qui, Mia Martini, si lascia intervistare nella sua abitazione, mostrando una parte di sé, sconosciuta ma soprattutto insolita perché parliamo pur sempre di una cantante, eppure Mia è umile alle prese con la ritrovata e semplice quotidianità. Poi quell’affermazione da parte dell’intervistatrice: <<Tu passi per una triste, secondo me>>.

E la risposta di Mimì, dapprima incerta forse perché imbarazzata e spaventata, come a voler dire “non giudicatemi per questo”, e poi decisa: <<Ma perché la gente ha una strana opinione.. perché è strano che la gente dica che una persona è triste perché non ride quando non ce n’è assolutamente bisogno o perché non si fa vedere continuamente in giro>>.

L’amore turbolento, quello con Ivano Fossati che non le fece mai avverare il desiderio di diventare madre.

E poi il saluto, l’addio. Fiorello dirà: “Ora tutti parlano di lei… ci dobbiamo vergognare noi dello spettacolo perché quando era viva l’abbiamo fatta morire..”, (dal libro: “Mia Martini, la regina senza trono”). Parole dure le sue, sicuramente condivise anche da Mimì che, dal 1989, afferma cantando di quanto la gente sia strana e matta e che gli uomini non cambiano, ma.. ti uccidono!