Michela Andreozzi: “Posso dire a posteriori che io, l’istinto materno, non l’ho mai sentito”

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ichela Andreozzi, fonte foto: google

Michela Andreozzi, attrice, scrittrice e regista. L’attrice ha pubblicato un libro dal nome “Non me lo chiedete più. #Childfree, la libertà di non volere figli e non sentirsi in colpa”.

La neo scrittrice, si è cosi espressa sul titolo che fa discutere. “Un tempo una donna senza figli era diversa. Si trovava in una condizione particolare. Aveva un problema. Poteva essere, a seconda dei casi: sterile, zitella o suora. Oggi una donna può scegliere – attenzione al verbo – che “no, grazie, non ne voglio”. Agli occhi di molti dei più, una donna senza figli resta comunque differente, un incrocio tra qualcosa di alieno, sconosciuto, indefinibile e inaffidabile. Nella mia vita, almeno, è andata e va così.”

Continua, ammettendo che: “Per anni non ho capito se lo volevo io. ‘Sto figlio, perché lo volevo io o perché “tutte le femmine lo vogliono” o perché “a un certo punto lo vorrai” e perciò tanto conviene che ti avvantaggi e lo vuoi prima che sia troppo tardi. Poi il frastuono è cessato fuori e dentro di me e tutto si è fatto chiaro. Io, un figlio, non l’avevo mai desiderato. Posso dire a posteriori che io, l’istinto materno, non l’ho mai sentito.

Michela Andreozzi racconta di quanto pesa sulle sue spalle una decisione che fa storcere il naso. “Nonostante. Rita Levi Montalcini, Emily Brontë, Virginia Woolf, Ellen DeGeneres, Oprah Winfrey, Sabrina Ferilli, Lady Oscar e Mary Poppins. Dire: “Io non ne voglio, grazie” a tua madre, al tuo compagno, è un’altra storia dal dire: “Non posso”. C’è paura della risposta, del giudizio. Dello sguardo che ti mette all’angolo e ti dà dell’egoista, dell’immatura, dell’irresponsabile, dell’infantile, dell’incompleta, della strana, dell’anormale… Insomma, affermare a voce piena, senza sensi di colpa: Non sono incinta, né mi preoccupo di esserlo, e va bene così, è ancora difficilissimo.

Michela sposata civilmente dal 2015 con Massimiliano Vado, ha cercato di racchiudere in una sorta di manuale le sue ragioni.