Micro zone rosse, ecco tutti i comuni e le province chiuse in Italia

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Micro zone rosse, Coronavirus del raffreddore, Contagi sottostimati, Variante inglese e sudafricana, Variante, Variante COVID, Calo curva dei contagiDurata lockdown, Insensata la lotta, Mini focolaio a Miano, Iss, Record di infetti, Folla al Cotugno, Aumento contagi
Coronavirus, Fonte Pixabay, autore Mattthewafflecat

La nuova strategia delle regioni e delle province autonome per circoscrivere il COVID-19 sono le cosiddette micro (o mini) zone rosse. Una tattica usata già da qualche tempo in alcune location italiane specifiche.

ELENCO LOCALITÀ CHIUSE – Aspettando il “verdetto” del prossimo monitoraggio riguardante l’epidemia, molte località si sono già attrezzate per far fronte all’elevato numero di contagi. Tra queste ritroviamo quelle che potrebbero presto ritrovarsi di colore arancione. Parliamo nello specifico di Lombardia, Umbria, Abruzzo, Molise, Marche, Lazio e Alto Adige.

Onde evitare quindi la diffusione del virus, e soprattutto delle sue varianti, la Lombardia ha chiuso 4 comuni. Si tratta di Castrezzato, in provincia di Brescia, di Mede, in provincia di Paviadi, di Viggiù, nel Varesotto, e di Bollate, presso Milano. Il lockdown è iniziato in data 17 febbraio e dovrebbe concludersi il 24.

Stesso discorso in Umbria dove oltre 50 comuni, della provincia di Perugia, sono ormai inaccessibili. In più anche 6 comuni nella provincia di Terni: Lugnano in Teverina, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Amelia, San Venanzo e Montegabbione. La causa principale in questo caso è da attribuire alle varianti inglese e brasiliana.

In Abruzzo le micro zone rosse sono le province di Chieti e Pescara, con il 65% di casi affetti dalla variante inglese del COVID. 27 comuni dichiarati rossi in Molise invece, tra cui Termoli, Colletorto e Mafalda.

LAZIO, MARCHE E ALTO ADIGE – Infine, nella Regione Lazio è circoscritto il comune di Roccagorga, in provincia di Latina, e per quanto riguarda le Marche è chiusa la provincia di Ancona. Per concludere, in Alto Adige sono stati rilevati casi di variante sudafricana a Merano, Rifiano, San Pancrazio e Moso in Passiria. Comuni già in quarantena, le cui regole sono quindi ora più severe rispetto a prima.