lunedì, Giugno 24, 2024
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I miglioramenti che Frank de Boer ha apportato all’Inter di Mancini

Le tre vittorie consecutive che l’Inter ha ottenuto tra Pescara, Juventus ed Empoli hanno consentito ai nerazzurri di iscriversi ufficialmente alla lotta per entrare in Champions League. Autore di questa rinascita è ovviamente l’allenatore Frank De Boer che nonostante gli scetticismi iniziali sta cominciando a forgiare la squadra secondo le sue idee di gioco e ne sta già raccogliendo i risultati. I paragoni tra lui e Roberto Mancini sono iniziati e molti pensano che questa Inter abbia le qualità per rimanere al vertice di questa Serie A e non crollare improvvisamente come accadde la stagione scorsa quando a gennaio la squadra si sgretolò letteralmente. Stamattina sulle colonne de La Gazzetta dello Sport Mirko Graziano ha provato a delineare cos’ha di diverso questa Inter da quella del Mancio.

La prima cosa importante è l‘innalzamento del tasso tecnico grazie agli acquisti di Banega e João Mário (che è stato paragonato a Xavi da Paolo Condò). Il portoghese in particolare ha dimostrato di saper toccare il pallone come pochi e di riuscire sempre a gestirlo a centrocampo. Entrambi possono ricoprire tutti i ruoli della linea mediana fornendo sempre un’ottima qualità, cosa che l’Inter l’anno scorso non aveva. I numeri della squadra sono quasi tutti migliorati: la linea difensiva del fuorigioco si è alzata di 7.3 metri (dai 25.1 dell’anno scorso agli attuali 32.4); gli intercetti sono cresciuti di 7.07 (12.6 contro 19.67); le sponde migliorate addirittura di 12.8 (9.2 contro 22); piccolo aumento anche dei tiri in porta con gli attuali 11.33 in confronto agli 8 della passata stagione.

Infine quest’anno la solidità e l’impegno del gruppo Suning sembrano essere finalmente venuti fuori. Dopo lo scoppiettante mercato estivo in cui è stata spesa una considerevole quantità di denaro, in futuro si potrà fare ancora di più. È di qualche giorno fa la notizia che l’Inter addirittura aveva provato a prendere James Rodríguez dal Real Madrid, ma il colombiano ha preferito poi restare in Spagna. Se questi sono i presupposti significa che i soldi che i cinesi possono (e a questo punto anche vogliono) investire nella squadra hanno pochi limiti, e questo non può che portare vantaggi.

Walter Molino
Walter Molino
Laureato in Mediazione Linguistica e Culturale (Spagnolo, Portoghese e Catalano) all'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", appassionato di calcio e basket.
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