Milan, Berlusconi non venderà mai ai cinesi

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Il Milan è reduce dall’ennesima stagione fallimentare, la più brutta di tutte forse. Basti solo pensare al fatto che i rossoneri, ai principi di Marzo, sognavano ancora un posto in Champions League. L’episodio chiave della stagione: la sconfitta al Mapei Stadium contro il Sassuolo. I rossoneri, prima di quel match, avevano ottenuto una notevole striscia di risultati positivi, tra cui spiccano le vittorie contro Inter e Fiorentina e il buonissimo pareggio in casa del Napoli. Dopo la partita del Mapei, i rossoneri sono calati vertiginosamente e l’arrivo di Brocchi, causato dall’ingiusto esonero di Mihajlovic, ha peggiorato ulteriormente la situazione.

I tifosi rossoneri vivono ogni giorno con trepidazione, nella speranza che il Milan venga venduto ai cinesi, proprio come l’Inter, ma ormai questa ipotesi sta diventando sempre più un’illusione. Proprio come l’anno scorso, Berlusconi dopo aver mostrato numerosi segnali di apertura riguardo la vendita della sua creatura, sembra ora tirarsi indietro. La sua volontà (più che altro un sogno) è quella di poter rilanciare il Milan con giocatori italiani. Progetto ormai in atto da anni e che ha dato risultati indecenti. Nel calcio moderno vanno avanti le squadra dai grandi capitali e quindi che possono permettersi giocatori di livello internazionale (quelli che fanno vincere). I rossoneri non torneranno mai ai vertici se faranno affidamento a Berlusconi. Risulta ormai scontato il “piano di rilancio” in caso di mancata cessione ai cinesi: Brocchi o Giampaolo in panchina, sfuma quindi, dopo Emery, anche Pellegrini, che in giornata pareva vicinissimo a firmare per i rossoneri. Per quanto riguarda invece la campagna acquisti, I giocatori che potrebbero arrivare sono Vazquez, Pavoletti e Kovacic. Probabilmente almeno uno di questi tre arriverà con i soldi ricavati dalla cessione di Bacca, altra grandissima mossa di mercato. L’ital-Milan non va e non fa piacere ne ai tifosi del Milan ne a Fininvest, che spera ogni giorno di scrollarsi i pesanti debiti. Quando lo capirà anche il presidente, allora si potrà sognare e fare progetti per il futuro. Ma fino a quel momento, abituiamoci a stagioni fallimentari e a guardare le altre big dal basso.