Milan, lo strano caso di Lapadula: da bomber a riserva

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La Juve da piccolo lo ha preso come portiere ma sul tema non ci sono discussioni: superato, quella era un’altra epoca. Il Milan invece ha scelto Gianluca Lapadula come attaccante e qui si apre un mare di discussioni. Il punto di partenza sono le caratteristiche del 9: bel sinistro, senso della porta, fisico non enorme ma tosto. Lapadula vince i duelli coi difensori e sa trovare in pochi centimetri lo spazio per calciare. Sentito così, il ritratto porta a un ruolo: prima o seconda punta.
ESTERNO? NO — Montella, che per questo Milan ha scelto il 4-3-3, è stato chiaro: “Lapadula è più attaccante, deve giocare da prima o seconda punta. Da esterno sarebbe una forzatura. Non ha iniziato con noi la preparazione. È in crescita, non so quanti minuti mi possa garantire ma la sua voglia può essere determinante, anche a partita in corso“. Non serve il dizionario per tradurre: Gianluca ora è un 9 di maglia e di fatto. Di più, considerato che in spogliatoio c’è anche il 70, cioè Bacca, Lapadula è un attaccante di riserva. Per un ragazzo pagato 9 milioni, l’affare più caro dell’estate rossonera, non il massimo. Adriano Galliani ha usato espressioni simili: “In questo momento il mister usa il 4-3-3, quindi Lapadula è un’alternativa a Bacca. Non penso che possa fare altro, oltre alla prima punta: è normale che in una squadra come il Milan ci sia della sana concorrenza”.
Normale, anche se Lapadula a livello inferiore ha combinato qualcosa anche più largo. Non a Pescara, dove faceva la prima punta con due giocatori a supporto. Non a Teramo, dove andava in campo con un altro attaccante. È successo a Nova Gorica, nella A slovena, nel 2013-14. Allenatore, Apolloni: “A Gianluca piace giocare prima o seconda punta ma con me ha fatto bene a destra. Da lì viene dentro al campo e gioca vicino alla porta”.