Milan, Locatelli lacrime d’oro: la semplicità del bravo ragazzo, l’arroganza del campione

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Manuel Locatelli è uno di quei giocatori vecchio stampo come non se ne vedono più: nessun tatuaggio in vista, muscoli al loro posto, visibilità social al punto giusto. La partita di ieri contro il Sassuolo ha messo in luce tutto il Locatelli che i tifosi del Milan si aspettavano ed anche di più. “E’ il sogno di ogni bambino” ha detto nelle interviste post partita, le quali hanno dipinto un ragazzo semplice, sensibile, caratterizzato da un modo di comunicare le proprie emozioni sincero e quasi anacronistico, segno che oltre al calciatore che sicuramente verrà, c’è un uomo nel vero senso del termine, che ha compreso sin da subito la fortuna che ha nei piedi, che parla con cognizione di causa: una qualità talvolta sconosciuta nel mondo del calcio.

PERFECT DAY – Manuel Locatelli entra in campo nel momento più difficile del match per i rossoneri (poi vinto 4-3 dal Milan), sostituendo un Riccardo Montolivo che esce tra i fischi dei tifosi, ormai di default per il capitano rossonero. Testa alta e personalità da veterano, voglia di stupire a mille e numero 73 sulle spalle, Locatelli entra in campo e si colloca nella frenetica posizione di playmaker, quella in cui se non sai giocare a calcio e ti trovi a San Siro, è il classico posto sbagliato al momento sbagliato. Sul 3-1 a favore del Sassuolo, il Milan appare sprofondato nelle paure e nel tunnel delle ultime “sfortunate” stagioni, ma riesce ad intravedere una luce quando l’arbitro Guida concede un discusso rigore ai rossoneri, occasione che Bacca non sbaglia. Senza nulla togliere all’attaccante colombiano ed al chirurgico colpo di testa del centrale di difesa Paletta, è la rete del 3-3 quella destinata a restare impressa nella mente di tutti: calcio d’angolo di Bonaventura, svetta ed allontana la difesa del Sassuolo, palla sui piedi del giovane rossonero al limite dell’area e sinistro al volo micidiale su cui il portiere dei neroverdi Consigli non può far niente. Boato, lacrime e perfect day.

LA LINEA VERDE PORTA I SUOI FRUTTI – E’ l’estate del 2009, l’estate della cessione di Kakà per capirci, quando il Milan, consapevole di non poter più affrontare spese cospicue come in passato, decide di iniziare ad investire sui giovani e rinforzare il settore giovanile. Da questo cambio di rotta sono emersi, tra gli altri, i profili di Cristante e Petagna, per fare due nomi di giocatori del settore giovanile rossonero che stanno ben figurando in Serie A,  e tra questi anche Manuel Locatelli, acquistato dalle giovanili dell’Atalanta nel 2010. L’eroe della partita contro il Sassuolo è però solo uno dei tanti tasselli che compongono la linea verde adottata dal Milan: si pensi a Donnarumma classe ’99, Calabria anni 20, a cui si aggiungono i “veterani” Romagnoli, nato nel 1995, De Sciglio 1992 e Suso, il quale conta 23 primavere, una in più di M’baye Niang. I capitali cinesi, forse, possono aspettare…

LA PESANTEZZA DEL NOME, LA LEGGEREZZA DEL NUMERO – In casa Milan il nome Manuel non è mai banale e scontato, non passa mai inosservato, provoca spesso sussulti. L’aura portoghese che avvolge l’antroponimo Manuel è indissolubile in quel di Milanello: si parte sempre dal presupposto che chi si chiami Manuel debba saper giocare come Rui Costa, stessa tecnica, stesse movenze, stessi piedi, stesse danze sul pallone. Manuel Locatelli ha però solo 18 anni, conta solo 108′ di Serie A ed indossa un numero, il 73, che simboleggia spesso e volentieri un giovane che si appresta per le prime volte a scendere in campo ad alti livelli. E’ fondamentale per il ragazzo non essere sovrastato dalle aspettative in quanto Manuel, in modo che possa giocare e crescere spensierato come un numero 73 qualsiasi. Il Milan scopre una stella, lasciamo che brilli di luce propria. Per il bene di tutto il calcio italiano.