Il nuovo Milan sarà “made in China”?

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Se il Milan del futuro sarà “made in China”, lo scopriremo presto, nei prossimi giorni sono attese le firme per il preliminare. Non si parla più di quote ma del 100% delle azioni del club, per una cifra che dovrebbe attestarsi intorno ai 750 milioni di euro, forse anche di più. Sonny Wu, imprenditore cinese, formazione universitaria statunitense, magnate delle energie rinnovabili, sarebbe dunque pronto a rilevare il club dei sogni, la squadra italiana che, più di tutte, in questi ultimi trent’anni, ha dato lustro in campo internazionale al calcio italiano, un brand amato in tutto il mondo, che rievoca nomi ormai entrati nella leggenda come Marco Van Basten, Ruud Gullit, Frank Rijkaard, Paolo Maldini, Franco Baresi, George Weah, Ricardo Kakà, Ronaldo e tanti altri campioni. Un club di successo, reso tale da un uomo di altrettanti successi internazionali, Silvio Berlusconi, presidente e proprietario del Milan dal 20 febbraio 1986, data in cui rilevò l’Associazione Calcio Milan. L’immagine dell’A.C. Milan ha sempre seguito quella del suo proprietario, quasi ad esserne speculare. I grandi successi imprenditoriali di Berlusconi erano accompagnati dalle glorie sui campi dei rossoneri. Poi, il ciclo di successi si è concluso, cosi come ogni ciclo ed esperienza ha un inizio ed una fine. Berlusconi, come un antico leone, forte, saggio e purtroppo anche ferito, ha deciso di cedere il club perché potesse avere nuova linfa, un presidente e proprietario più giovane e disposto a investire molti soldi, in un calcio che, per vivere ad alti livelli, ha bisogno ormai più dell’alta finanza che di bravi tecnici. Sonny Wu, il cui nome cinese per esteso è Shenjun Wu, sembra essere l’uomo giusto, emblema del neo capitalismo che spira da oriente e che si affaccia al vecchio continente senza timori reverenziali, forte di un’economia cresciuta velocemente, si spera non troppo, è a capo di una cordata di investitori. Il fondo d’investimento GSR, acronimo di “Golden Sand River”, il fiume dalla sabbia dorata, con sedi ad Hong Kong, Singapore, Pechino e in California, secondo Bloomberg, dovrebbe rilevare il Milan. Insieme a Sonny Wu è presente un altro illustre nome dell’imprenditoria cinese, il businessman Steven Zheng, anch’egli con interessi nelle energie rinnovabili. Come si è detto, non si tratta più per rilevare una quota di maggioranza, ma la totalità delle azioni. Obbiettivo di GSR è raccogliere fondi da diversi finanziatori che credono in un progetto, investire su di esso, renderlo ancor più appetibile facendolo crescere di valore, per poi rivenderlo. Dunque una progettualità di crescita esiste, ma sarà davvero un progetto di lunghe prospettive o semplicemente una manovra speculativa nel medio termine? E’ difficile pensare ad un Berlusconi felice per una prospettiva di vendita ad un fondo d’investimento, lui che, prima di tutto e di tutti, quando ha potuto, ha investito tanto, bene e con passione. L’elemento passionale e nostalgico deve essere necessariamente riposto nello scrigno dei ricordi, adesso si parla solo di numeri, di business, di rivalutazioni e, se questo dovesse portare ad una nuova stagione di successi del Milan, tutto sommato i primi ad esserne felici saranno innanzitutto i tifosi e, probabilmente, lo stesso Cavaliere. Su Milano svetta già, sulla sponda nerazzurra del Naviglio, la bandiera cinese, si attendono i prossimi giorni per vedere se, entrambe le meneghine, guarderanno Pechino come nuova capitale.