Milan, tracollo Brocchi: Mihajlovic era arrivato sesto

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Dipendenti dalla Coppa Italia per salvare la stagione e, magari, trasformarla clamorosamente in annata da ricordare. Novanta minuti per sognare un colpaccio al momento difficile da immaginare. Il campionato del Milan si è chiuso male, con un’altra sconfitta, l’undicesima in 38 partite. Troppe. Il club di Berlusconi rischia, in caso di mancata impresa con la Juve nella finale di coppa sabato prossimo a Roma, di restare ancora una volta senza Europa.
CONFRONTO- E dire che, tra alti e bassi, fino a un mese fa il Milan era pur sempre sesto, il Sassuolo sembrava rassegnato, l’Europa League (in un modo o nell’altro) pareva certificata per i rossoneri. E invece dopo la cacciata di Sinisa Mihajlovic è avvenuto l’impensabile, il ribaltone che ha portato in appena sei turni i neroverdi di Eusebio Di Francesco al sesto posto e il Milan incredibilmente a un passo dal fallimento. Cristian Brocchi si è seduto sulla panchina più calda d’Italia degli ultimi anni (ad eccezione di quella del Palermo, ma con Zamparini si entra nella categoria dei fuoriquota) con una vittoria sulla Sampdoria ma ha poi inanellato quasi esclusivamente brutti risultati: pareggi in casa con Carpi e Frosinone e sconfitte contro Verona (ultimissimo e già retrocesso, certificata poche ore dopo nonostante i clamorosi tre punti colti sul Milan) e Roma. Unica altra nota lieta della gestione Brocchi, la vittoria stentata 1-0 sul Bologna per un totale di 8 punti sui 18 a disposizione. Molto meglio aveva fatto Mihajlovic che aveva chiuso la sua esperienza in rossonero con 13 vittorie, 10 pareggi e 9 sconfitte. Cacciato da sesto in classifica (e virtualmente in Europa) a +1 sul Sassuolo. La media punti dell’altalenante gestione Mihajlovic era di 1,53: non certo buona per il blasone dei rossoneri, ma nemmeno pessima. Con Brocchi, invece, Montolivo e compagni sono scesi a 1,33 punti a partita.
Neanche Brocchi è riuscito quindi a cambiare il volto dei rossoneri e, molto probabilmente, andrà a far compagnia a Inzaghi, Seedorf e lo stesso Mihajlovic nella cerchia degli allenatori cacciati da Berlusconi.