Milano, uccide un rapinatore per difendere la sua famiglia

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In una piccola provincia di Milano, Lucino di Rodano, una rapina finisce per diventare un omicidio. Ad essere stato ferito mortalmente, però, non è stato un abitante della casa rapinata ma uno dei malviventi. “Non volevo uccidere, ma mandarli via. Ho fatto di tutto per proteggere la mia famiglia, mia figlia e mia moglie”, sono queste le parole con cui  Rodolfo Corazzo, gioielliere, cerca di difendersi dall’accusa di omicidio. Tuttavia sin dalla prima ricostruzione dell’accaduto, il procuratore aggiunto Alberto Nobili sostiene di essere nell’ambito della legittima difesa.

Rodolfo è rimasto fino alle 3 di notte in procura a raccontare la vicenda. Verso le 10 di sera, rientra a casa dal lavoro, apre il cancello, parcheggia il motorino e si sente una pistola puntata alle spalle; due uomini entrano con lui nella sua abitazione, dove si trovavano anche sua moglie e sua figlia, puntano una pistola alla testa della sua bambina e chiedono di avere immediatamente tutti i gioielli. Corazzo prende i gioielli e li dà a uno dei rapinatori, il quale si accorge che nella abitazione ne erano nascosti altri, a questo punto incomincia a colpire violentemente Rodolfo sul viso, fino a quando il gioielliere non si libera e con la sua pistola spara ai malviventi. Uno dei rapinatori viene colpito in pieno e perde la vita.

La vittima si chiamava Valentin Frokkaj, albanese di 37 anni: era evaso il 7 Maggio 2014 dal carcere Pagliarelli di Palermo, dove stava scontando una pensa per aver ucciso un suo connazionale a Brescia il 23 luglio 2007.