Milik, incertezze sulla sua permanenza in bianconero

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Arkadiusz Milik
Fonte foto: Di Football.ua, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51408548

Arkadiusz Milik è tra i migliori calciatori della Juventus in questo avvio di campionato, ma non ci sono certezze sul suo poter rimanere a Torino

Attualmente in prestito alla Juventus dal Marsiglia, ma con l’incertezza della sua permanenza sotto la Mole. L’attaccante polacco sta vivendo un ottimo momento con la maglia bianconera e potrebbe finire per essere confermato.

Tutto però dipenderà dal suo attaccamento al progetto e alla maglia bianconera, che al momento non sembrano mancare. Il giocatore si è detto più volte entusiasta della sua avventura in bianconero, tanto da voler dimostrare di poter essere un giocatore su cui puntare ancora.

Dichiarazioni al suo arrivo

Quando è arrivato in bianconero il suo entusiasmo si toccava con mano. Il giocatore disse: “Sono molto emozionato, è un bellissimo giorno per me. Ho firmato con un grande club, per una grande squadra, uno dei club di calcio più grandi che esistono. E sono molto contento, molto felice, soprattutto perché sono tornato in Italia. Parlo la lingua italiana, sono stato qui quattro anni”.

Dal ritiro della Polonia in Qatar, negli ultimi giorni, invece ha lanciato messaggi di speranza per la sua permanenza in bianconero. Il calciatore ha detto:

La mia esperienza in Ligue 1 può essere d’utile per battere la Francia? È complicato da dire dato che la maggior parte dei calciatori francesi non gioca in Ligue 1. Ho ottimi ricordi di quando giocavo con il Marsiglia, ho appreso tanto lì, tuttavia adesso gioco per un altra grande società, la Juventus, e mi auguro di rimanerci.

Adesso abbiamo una gara contro i campioni del mondo, è un sogno che diventa realtà. Il nostro obiettivo era passare il girone, ma desideriamo continuare a giocare. Ci rendiamo conto che ci sono cose da migliorare nel nostro gioco, vogliamo e dobbiamo fare di tutto per giocare al meglio. Apprezziamo il momento in cui ci troviamo, non sentiamo alcuna pressione e non ci imponiamo alcun onere aggiuntivo. Possiamo giocare a calcio e vogliamo dimostrarlo“.