Mimmo Lucano a “Che Tempo Che Fa”: «Il nostro sforzo è costruire una società dove non ci sono pregiudizi»

Ospite a "Che Thempo Che Fa" di Fabio Fazio, Mimmo Lucano commenta così chi lo accusa di non rispettare la legge: «Anche i nazisti rispettavano le leggi, ma è stato un dramma per l'umanità»

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Cittadina supporta il sindaco di Riace Mimmo Lucano. Fonte Flickr

Mimmo Lucano è stato ospite a “Che Tempo Che Fa” da Fabio Fazio suscitando scalpore soprattutto tra i politici italiani. Il conduttore, in attesa, ha commentato così i duri attacchi subiti in questi giorni: «La trasmissione ha il compito di raccontare il nostro paese e penso che sia doveroso ospitare tutti. La televisione, in particolare quella pubblica non può escludere, deve includere, poi ognuno si farà la sua opinione. Abbiamo più volte invitato i rappresentanti del governo, qualora decidessero di venire saranno i benvenuti».

«La prima notte ho dormito in auto. Sono fiducioso che questo allontanamento duri il più breve tempo possibile», inizia così la lunga intervista al sindaco di Riace, accusato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e allontanato dalla città.
«Nell’estate del 1998 un vascello con 250 profughi arriva sulla spiaggia di Riace, li ho accolti e strada facendo è nata l’idea che con l’arrivo di queste persone si potesse ricominciare a costruire una comunità a Riace» racconta Lucano. «Negli ultimi due anni, però, c’è stato un forte condizionamento e sono calati, ma nel 2015 su 1.600 abitanti avevamo circa 700 cittadini immigrati. E non ci sono mai stati particolari problemi. Avevamo tantissime case abbandonate, non avevamo bisogno di centri d’accoglienza. E così abbiamo sperimentato l’accoglienza spontanea, nessuno può rimanere indifferente quando qualcuno ti chiede di essere aiutato» commenta.
A questo punto Fazio lo interrompe e gli chiede cosa sia il “Modello Riace“; Lucano non si fa sorprendere da questa domanda. «Non c’era uno schema ma solo un’idea diventata una strategia che è quella di aiutare questi migranti. Questo paesino della Calabria mi ha permesso di ricostruire una comunità e di risolvere i problemi del nostro territorio, una delle cosiddette aree interne del profondo sud italiano, dove l’emigrazione è l’unica soluzione per il futuro. Io pensavo che l’amministrazione comunale dovesse occuparsi di questo aspetto, specie nella nostra terra, una terra con il sogno dell’accoglienza».

Il conduttore porge un’altra domanda al sindaco: «Il dovere di un amministratore è quello di rispettare la legge?»
La risposta di Mimmo non tarda ad arrivare e precisa: «Io rispetto la legge e anche il matrimonio di cui mi accusano è stato regolare, tra due persone che si conoscevano, io mi sono limitato a seguire la norma. Ma quando si vede qualcuno che muore è impossibile rimanere indifferenti, non si può stare fermi perché “lo dice la legge”. Anche le leggi naziste erano la legalità ma è stato un dramma per l’umanità». Infine, giurando sulla Costituzione italiana e citando l’articolo 10 della Carta sulle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute, Mimmo conclude l’intervista. «Riace dimostra che ci può essere anche un’altra realtà alla parola migrazione, si associano spesso problemi e si costruisce una propaganda elettorale. E se è possibile a Riace, è possibile ovunque. Sono giorni di amarezza ma non ho mai pensato “meglio non farlo”… Quando si ha un ideale, trovi dentro una forma di entusiasmo, si superano i momenti di sconforto. E poi il fiume di solidarietà è stato una cosa straordinaria. Voglio tornare a Riace il più presto possibile».