Mini focolaio a Miano, centro riabilitativo di Napoli compromesso

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Insensata la lotta, Mini focolaio a Miano, Iss, Record di infetti, Folla al Cotugno, Aumento contagi
Coronavirus, Fonte Pixabay, autore Mattthewafflecat

Notizie dal fronte della Campania, riguardo i contagi da COVID-19. Un mini focolaio è stato scoperto a Miano, quartiere della periferia nord di Napoli, confinante con quello di Secondigliano.

DOV’È SUCCESSO? – La location compromessa esatta è un centro medico. Un centro riabilitativo per l’esattezza, dove sono stati effettuati alcuni test sierologici. I risultati non sono molto incoraggianti. Infatti metà del personale risulta positivo al coronavirus. Parliamo di circa 20 persone. Sarebbero tutti asintomatici, da quanto indicano le analisi effettuate.

Era una struttura specializzata nella scoliosi, prima di diventare terreno fertile per il virus. Una chiusura per sanificazione era quindi d’obbligo e da prassi. Inoltre, sempre da prassi, è previsto anche un contact tracing. Tutti coloro che sono entrati in contatto con i dipendenti positivi dovranno quindi sottoporsi all’esame del tampone. Il tutto, giustamente, per evitare una diffusione di massa incontrollabile.

LA SITUAZIONE ATTUALE DELLA REGIONE – Oltre al mini focolaio situato a Miano, la situazione in Campania non è delle migliori. I contagi infatti, datati 20 settembre, si elevano a 10260 (a fronte dei 10089 del 19 settembre). I guariti tuttavia sono aumentati, da 5060 a 5129. Mentre sono rimasti uguali i decessi, sempre 456. Ma bisogna anche specificare che si è verificato un sempre più crescente calo di tamponi effettuati.

Davanti a questa propagazione del virus, l’OMS ha annunciato un rafforzamento delle terapie intensive. I cosiddetti “Covid Center”, per affrontare quello che l’Organizzazione della sanità mondiale chiama: «recrudescenza dei contagi da ospedalizzare nel periodo invernale». Purtroppo nella Regione Campania alcuni Covid Center non sono operativi, in quanto non collaudati, e molti reparti di terapia intensiva in diversi ospedali non riescono a gestire l’eccessivo numero di pazienti. Se la situazione continua ad aggravarsi potrebbe presto diventare insostenibile.