Mistero sulla morte di Daniela Carrasco, “El Mimo” simbolo delle proteste in Cile

“Daniela è stata violentata al punto da toglierle la vita, c’è chi afferma che è stato un monito per abbassare le mobilitazioni. Chiediamo di indagare su chi è stato”, ha dichiarato una portavoce di Ni una menos.

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Fonte Instagram

E’ giallo sulla morte della giovane Daniela Carrasco, volto noto delle proteste di piazza in Cile conosciuta come ‘El Mimo‘. Artista di strada 36enne, Daniela è stata trovata impiccata a una recinzione nella periferia di Santiago del Cile lo scorso 20 ottobre, nel pieno della protesta civile cilena contro la presidenza di Sebastián Piñera.

LA DENUNCIA – Stando a quanto denunciano i collettivi impegnati nelle proteste e le femministe di Ni una menos, la ragazza sarebbe stata catturata, torturata e impiccata dai militari come avvertimento a tutte le donne scese in strada per protestare. “Daniela è stata violentata al punto da toglierle la vita, c’è chi afferma che è stato un monito per abbassare le mobilitazioni. Chiediamo di indagare su chi è stato”, ha dichiarato una portavoce di Ni una menos.

L’INDAGINE – A cinque giorni dal ritrovamento del cadavere, la procura di Santiago aveva aperto un’indagine sulla vicenda;  il rapporto medico concludeva che ‘El Mimo’ sarebbe morta per soffocamento, escludendo la possibile partecipazione di terzi e senza registrare lesioni fisiche attribuibili a una violenza sessuale.

LE PROTESTE – Bollata quindi come suicidio dalla polizia, la morte di Daniela ha avuto un’enorme risonanza non solo in Cile ma anche nel resto del mondo, con le immagini delle mobilitazioni scatenate dall’evento diventate simbolo dell’indignazione per gli abusi che le forze dell’ordine starebbero perpetrando ai danni dei cittadini e delle donne in particolare.