Montella torna a Genova, la città lo aspetta a braccia aperte

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MONTELLA CALCIATORE
È un po’ come tornare a casa per Montella tornare a Genova, è come sentirsi protetti ed al sicuro in un porto felice dove da ragazzo ha vissuto stagioni splendide volando sulle ali del successo a suon di gol.
Un ragazzo sfrontato, abile, precoce, brillante Vincenzo Montella: via da casa sua a Pomigliano D’Arco 13 anni, sposo e papà in breve tempo, costretto a crescere in fretta, con la prontezza di chi però, sempre col pallone fra i piedi, aspetta la rete decisiva: quella del successo. L’esordio in C1 con l’Empoli, poi, a 22 anni, finalmente la gioia di arrivare in A, dapprima col Genova, poi con la Samp. Qui in blucerchiato ha fatto registrare le sue migliori annate, a suon di gol ha buttato giù le migliori difese di Serie A, poi il volo: la Roma. Ma gli amori a convenienza non portano quasi mai alla piena realizzazione, infatti Montella sarà spesso relegato in panchina alle dipendenze di un Capello che al suo posto preferisce quasi sempre Delvecchio e Batistuta. E allora ecco che, proprio come una mamma avrebbe fatto col figlio, la Samp, e l’intera Genova, riaccoglie Montella a braccia aperte.

MONTELLA ALLENATORE
Lascerà poi il calcio giocato nel 2009, poiché, a suo dire: “Bisogna smettere quando ancora dispiace a qualcuno”. Alle malelingue ha saputo rispondere al suo esordio da allenatore: “Ho fatto più panchine io in A di tanti allenatori. Un po’ d’esperienza ce l’ho”. Partito da Roma dove ha lasciato una Roma al sesto posto in classifica, Montella approda a Catania, dove, sebbene con una rosa di bassa lega e con mezzi a disposizione limitati, la squadra è riuscita a giocare ogni partita a testa alta, mettendo spesso in difficoltà le grandi. Un buon risultato no?
È proprio da questo presupposto che partirà l’esperienza viola di Montella, coordinatore d’eccellenza sulla panchina della Fiorentina, buon gioco soprattutto a centrocampo: ogni pallone doveva passare tra i piedi dei soliti Aquilani, Pizarro e Borja Valero, quest’ultimo soprattutto autore di una stagione strepitosa. Ma la favola finisce quando Giuseppe Rossi si infortuna nuovamente, dopo 6 mesi eccezionali, con un Mario Gomez non troppo pronto a continuare a far gol. Insomma un reparto offensivo poco prolifico, motivo che spinge il tecnico a chiedere rinforzi alla società, ma a causa delle sue “ardite pretese” l’amore con i Della Valle si rompe ed inizia il lento declino della gestione. Arriva Paulo Sousa a mettere tutti d’accordo sulla situazione in panchina, ma la domanda resta sempre la stessa: di questo Montella, vincolato da una clausola rescissoria troppo elevata che egli stesso ha voluto fortemente, cosa ne facciamo?
Sciolto il contratto, la vecchia buona mamma torna a bussare alla porta della vita di Vincenzo Montella, quasi come a dire con voce discreta ed amorevole: “vieni ad allenare alla Samp, Genova ti aspetta ancora una volta a braccia aperte, sperando che i successi da giocatore si ripetano anche da tecnico”. Inizierà così una nuova pagina della vita del ragazzino precoce e sfrontato, tutta da vivere per lui, tutta da seguire con attenzione per noi!