Morto l’infermiere “killer”

Ha tentato il suicidio dopo aver fatto una vera e propria "strage"

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Morto Giulio Murolo, l’autore di una vera e propria strage lo scorso anno. È passato meno di un anno, da quando Murolo all’impazzata dal balcone del suo appartamento a Secondigliano cominciò a sparare. Sei feriti, e quattro vittime di cui il fratello e la cognata. Nella sua abitazione gli investigatori avevano ritrovato diverse armi: fucile mitragliatore Kalashnikov Ak47, con matricola abrasa, oltre 6mila proiettili e due machete. L’infermiere napoletano 49 enne, tre giorni prima della sua morte aveva tentato di farla finita facendo abuso di alcune pillole. Era ricoverato all’ospedale “Loreto Mare”, ed è morto in seguito ad una crisi cardio-respiratoria. Si trattava di un suicidio da sensi di colpa è quello che affermano i conoscenti.  Don Giovanni Liccardo,invece, cappellano del carcere di Poggioreale, con un commento pubblicato sulla sua pagina Facebook ha descritto il percorso interiore intrapreso da Giulio Murolo all’interno del carcere mura carcerarie.  “Abbiamo cercato, con tanta pazienza e amore  di fargli prendere coscienza di ciò che aveva fatto. Quando ha preso coscienza, l’unico suo intento era quello di farla finita. E’ stato autore di una strage quando era completamente fuori di sé e si è suicidato pienamente in sè. Fui il primo ad incontrarlo. Riposi in pace”.