Stando a quanto emerso dall’analisi del Barometro Crif, si è verificata un’impennata delle domande di mutui. Nel primo semestre del 2025 si è registrata una crescita delle domande da parte delle famiglie del +20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, sempre secondo questi dati, le richieste di somme che oscillano tra 100 e 300.000 euro superano il 60% del totale.
CRESCITA DELLE RICHIESTE – Dai dati raccolti dal Barometro Crif, emerge un +20% delle richieste di mutui rispetto agli anni precedenti. Questa crescita è probabilmente dovuta al fenomeno delle surroghe (+63,2% nel I trimestre 2025 vs I trimestre 2024), favorite negli ultimi mesi dalla riduzione dei tassi, che ha indotto molte famiglie a passare a un mutuo meno oneroso e prevalentemente a tasso fisso.
La fascia 25–30 anni raccoglie il 41,6% delle richieste. Oltre il 90% prevede rimborsi oltre i 15 anni, segno della preferenza per soluzioni a lungo termine. Le fasce 25–34 e 35–44 anni coprono il 62,9% del totale, seguite dai 45–54 anni (22%) e dagli over 55 (9,7%).
“Nel 2025 si prevede una crescita cauta” – Simone Capecchi, Executive Director di Crif, si è così espresso sulla questione:
“Nel 2025, si prevede una crescita cauta da parte delle famiglie sul ricorso al credito, che, seppur con un potere d’acquisto non ancora pienamente ristabilito, torneranno a finanziare progetti di vita di lungo periodo. Le banche manterranno un approccio prudente, privilegiando la sostenibilità del debito e il controllo del rischio, anche se la politica monetaria dovesse rallentare la fase espansiva”.
Ha poi aggiunto:
“Ci aspettiamo una stabilizzazione della qualità del credito, con tassi di default che resteranno su livelli molto bassi, ben inferiori a quelli delle precedenti crisi. Sebbene gli oneri finanziari si mantengano superiori alla media pre-Covid, la diffusione dei mutui a tasso fisso, un indebitamento familiare contenuto e la presenza di riserve di liquidità saranno fattori chiave per contenere eventuali tensioni”. Ha infine concluso che “questa resilienza, anche in un contesto globale fortemente instabile, è un segnale positivo per il mercato”.
