Napoli, la notte di follia sul lungomare: traffico in tilt, assembramenti e poche mascherine

Primo sabato dopo il lockdown e lungomare colmo di gente senza rispetto delle misure di sicurezza

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“Teniamo bloccata la movida alle 23 di sera. Abbiamo visto cosa è successo ed era ampiamente prevedibile. Nessuno può immaginare che tornare alla normalità voglia dire tornare a quanto c’era prima. È cresciuta una massificazione alienante anche per la socializzazione e il divertimento”. Queste le parole di Vincenzo De Luca rilasciate venerdì scorso in relazione alla movida. Parole che nascondevano timore per quanto sarebbe potuto accadere nel primo sabato dopo il lockdown.

In effetti la serata di ieri a Napoli, come segnalato dai residenti nelle zone della movida, ha dimostrato che le misure attuate dal presidente della Regione per contrastare assembramenti di giovani e permettere il rispetto del distanziamento sociale sono più che giustificate.

Numerosi cittadini hanno definito quella di ieri una notte di “follia collettiva”: traffico in tilt fino alle 4 di mattina, urla, schiamazzi, risse e gruppi di persone vicine, spesso senza indossare la mascherina.

Un comportamento grave in una Regione che fino a questo momento aveva dimostrato di essere un modello per l’Italia intera nella gestione dell’emergenza.

Bar e locali hanno rispettato l’obbligo di chiusura entro le 23, ma ciò non ha fermato e dissuaso i gruppi di giovani, che hanno continuato a sostare in strada fino alle prime ore del mattino. Situazione che qualora dovesse verificarsi in altre occasioni potrebbe portare la Regione a prendere ulteriori misure restrittive.