Napoli, appalti e elezioni truccate: 9 arresti. Indagato anche Graziano, presidente Pd

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Stefano Graziano, presidente Pd in Campania
Stefano Graziano, presidente Pd in Campania

Appalti, voti politici, soldi e camorra. Oramai un ritornello che risulta trito e ritrito. Questa volta siamo a Santa Maria Capua Vetere e in ballo ci sono i nomi di funzionari pubblici,  professionisti, politici e di alcuni esponenti del clan dei Casalesi. Ad essere stati arrestati sono in nove, tra cui l’ex sindaco del Comune del Casertano, Biagio Di Muro. Ma nella vicenda sarebbe coinvolto anche il presidente del Pd campano Stefano Graziano, di cui sono state perquisite l’abitazione e l’ufficio. Sul caso interviene il vicesegretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, che invoca “chiarezza” e ribadisce la sua “totale fiducia nella magistratura”.

I reati ipotizzati a vario titolo vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta e falso ideologico. Ipotizzata anche l’aggravante di aver agevolato la criminalità organizzata e in particolare il clan camorristico dei Casalesi. Ad aver indotto il Nucleo regionale di  polizia tributaria della Guardia di finanza e i carabinieri del nucleo investigativo di Caserta a portare avanti le indagini sono state varie telefonate tra Di Muro e Alessandro Zagaria, accusato di far parte del clan dei Zagaria. I due si accordavano per garantire al presidente del Pd Graziano l’appoggio elettorale. Quest’ultimo a sua volta si sarebbe organizzato per favorire il finanziamento dei lavori di consolidamento di Palazzo Teti Maffuccini, anche se dagli inquirenti della Dda questa circostanza non è ritenuta illecita. Nonostante ciò, rimane da parte della magistratura l’ipotesi che vede l’esponente politico chiedere e ottenere appoggi elettorali in riferimento alle ultime consultazioni per l’elezione del consiglio regionale della Campania. Proprio su questa base oggi gli inquirenti hanno deciso di perquisire le sue abitazioni di Roma e di Teverola, provincia di Caserta, e il suo ufficio di consigliere regionale al Centro direzionale di Napoli.

In carcere sono finiti, invece, Biagio  Di Muro, fino a dicembre 2015 sindaco di Santa Maria Capua Vetere e l’imprenditore del settore della ristorazione, Alessandro Zagaria. Gli altri sette indagati sono agli arresti domiciliari. Figura chiave nell’inchiesta della Dda partenopea  sarebbe, a giudizio degli investigatori, quella dell’altro indagato destinatario di ordinanza cautelare Alessandro Zagaria, l’unico a dover rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Poche ore dopo l’annuncio dell’inchiesta in cui è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, Graziano lascia non solo l’incarico di presidente del Pd campano ma anche quello di presidente dell’assemblea regionale campana. Sul Nazareno cade l’imbarazzo. Il premier Renzi chiede immediatamente le dimissioni di Graziano; infatti, nonostante ci sia la presunzione di innocenza, il Pd vuole chiarezza. Della stessa idea è anche Lorenzo Guerini,  vicesegretario del Pd: «Sulle notizie che arrivano da Caserta ci auguriamo che si faccia chiarezza al più presto, che si possano rapidamente chiudere le indagini e definire la posizione di chi è coinvolto. Nel frattempo, totale e incondizionata fiducia nel lavoro della magistratura».