Napoli, aumenta tassa di soggiorno: scoppia la polemica

"I nostri gestori ora sono in imbarazzo a dover comunicare l'aumento ai turisti mentre mancano servizi, decoro e sicurezza" dichiara Agostino Ingenito, presidente Abbac.

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Napoli, fonte Flickr
Napoli, fonte Flickr

La città di Napoli vedrà aumentata la tassa di soggiorno per i turisti, una scelta azzardata che ha fatto scoppiare la polemica tra gli albergatori. L’Abbac, l’Associazione dei B&B ed Affittacamere della Campania, non è d’accorso sull’aumento di 50 centesimi. «Ci hanno convocato per farci prendere atto di una scelta unilaterale, ospiti costretti a subire un aumento mentre la concorrenza tra città e territori si fa sempre più agguerrita. I nostri gestori ora sono in imbarazzo a dover comunicare l’aumento ai turisti mentre mancano servizi, decoro e sicurezza e nulla si sa dell’utilizzo di quei fondi raccolti dai nostri operatori e versati nelle casse del Comune» dichiara il presidente dell’Abbac, Agostino Ingenito. «È dannoso aumentare un’imposta quando ormai molti gestori hanno ricevuto delle prenotazioni, resta poi il problema mai chiarito della destinazione ed utilizzo di quei milioni di euro raccolti. Siamo a conoscenza delle problematiche finanziarie del Comune ma non può pagare il turismo, unico settore economico che sta garantendo reddito a famiglie ed imprese. Abbiamo lavorato in questi anni cercando di venire incontro al Comune, fornendo consulenze al Suap e alla Polizia Locale per garantire controlli. Un percorso costante di impegno con lo spirito di tutelare il turismo malgrado le tante storture di un sistema cittadino complesso» continua Ingenito.

Il presidente della sezione Turismo di Unione Industriali Napoli, Giancarlo Carriero, afferma invece che «I problemi finanziari del Comune di Napoli non possono essere risolti elevando la tassa di soggiorno, quindi penalizzando l’attività turistica. I proventi della tassa dovrebbero essere destinati completamente al miglioramento dei servizi turistici, non utilizzati per fare cassa, come è finora avvenuto». «Al di là della decisione, in sé molto discutibile, sconcertano le modalità con cui viene ufficializzata. Siamo stati convocati ad horas dall’Assessore al ramo Daniele e dal Vice Sindaco Panini per apprendere che dal primo aprile, praticamente da domani, l’imposta aumenterà per quasi tutte le strutture ricettive, tranne quelle per cui era già stata elevata al massimo. Agli impegni e alle assicurazioni sulla concertazione con le parti sociali, insomma, segue in concreto la solita prassi, che è quella di decidere senza prima almeno interpellare i diretti interessati. È un metodo che non può andare avanti, anche perché si finisce per danneggiare gli operatori di un settore che, tra i pochi, ha negli ultimi anni rappresentato una boccata d’ossigeno per l’economia del nostro territorio», conclude.

«​Il Comune pensa di ricavare dal turismo più di quanto è possibile. L’aumento dell’imposta di soggiorno, infatti, non solo rappresenta un aggravio di spesa per il turista, ma anche un aggravio di lavoro per il personale degli alberghi oltre a creare difficoltà per gli aggiornamenti dei programmi gestionali. Ma anche l’immediatezza dell’entrata in vigore è deprecabile. Esistono prenotazioni e contratti già in essere che non potranno essere modificati, quindi gli aumenti ricadranno sulle strutture recettive o sulle agenzie di viaggio. Il Comune ha mostrato disattenzione alle dinamiche del settore, non tenendo conto del rilancio del turismo in paesi competitor, come quelli nord africani, che assottiglieranno il nostro mercato. Già gli alberghi subiscono una pressione fiscale abnorme, tra le più alte d’Italia, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, ma ora devono subire anche questo attacco. Sarebbe stato più opportuno, invece, fare una seria lotta all’abusivismo, ma le iniziative che vengono intraprese sembrano sempre poco efficienti e molto lente. Come se non bastasse manca la concertazione con le associazioni di categoria sull’utilizzo di quanto introiato. Tutto viene imposto, al massimo viene comunicato, e alla fine, alla legittima richiesta degli operatori di una rendicontazione vengono forniti documenti molto tecnici e poco comprensibili che lasciano mille punti interrogativi sull’effettivo utilizzo di un’imposta che, ricordiamo, dovrebbe essere destinata integralmente a sostegno del turismo» dichiara Antonio Izzo, presidente federalberghi.