Napoli, Chiariello chiede scusa a Gattuso con una lettera aperta: “E’ stato un errore”

0
fonte: google immagini contrassegnate per essere riutilizzate

Proprio mentre il Napoli scende in campo contro l’Empoli per il turno di Coppa Italia il giornalista Umberto Chiariello fa “mea culpa” circa i toni con cui ha apostrofato Gattuso nelle ultime uscite. Una lettera aperta e lunghissima in cui l’opinionista esprime tutto il suo rammarico per aver dato eccessivo sfogo ai suoi pensieri senza però retrocedere dalle sue idee e dalle sue visioni del team. Di seguito ne pubblichiamo un estratto.

L’inizio della lettera non è certo una carezza per il mister calabrese. “Gattuso mi ha fatto letteralmente imbestialire – scrive il giornalista – perché nella sua invettiva di domenica pomeriggio non l’ho trovato sincero e non è da lui. Vedo che parla di tutt’altro per sviare i veri problemi che lo chiamerebbero in causa: perché il Napoli non va, al di là di risultati deludenti ma non disastrosi. Sono stato tiepido dal primo momento nei suoi confronti non essendo un allenatore fatto e finito…non è Guardiola o Klopp, ai quali pulirei le scarpe gratis“.

Nel mirino del giornalista ci finisce anche la disposizione in campo e un atteggiamento fastidioso che richiama uno sterile tiki-taka. “Chiederei a Gattuso, con tutto il bene: ma perché? Sono molti mesi che richiamo l’attenzione sul palleggio lento, sterile, stucchevole all’indietro del Napoli e ho invitato Gattuso più volte a cambiare atteggiamento. Sono mesi che suggerisco a Gattuso di non puntare su una mediana a due Bakayoko-Fabian, che è la moviola in campo. Non so voi ma il mio fegato ne risente“.

Sbagliato, secondo Chiariello, sarebbe anche l’atteggiamento mostrato da Gattuso in sala stampa in cui “se ne esce con il veleno, i telefonini, Calimero, le stronzate dei media napoletani e la pressione di una piazza che lo idolatra senza motivo, visto che deve ancora tutto dimostrare“. Gli argomenti virano subito sul noto problema medico di Ringhio, fatto che non ha impedito a Chieriello di attaccarlo sulla stampa. “Ho aggiunto: forse non sei lucido perché non sei stato bene, ma non era un’offesa. Era un’attenuante al suo non capire cose evidenti a tutti. Perlomeno non avevo intenzioni offensive. Se la sensazione è stata questa, allora mi scuso“.

La rabbia di Chiariello comunque non sarebbe da condannare, almeno non da parte del pubblico napoletano. “Questa è un’altra bufala che gira: che io ne avrei chiesto la testa. Io ho solo detto che “sarebbe da cacciare” ma non ci sono i presupposti data l’intensità del calendario e che bisogna continuare con lui che però deve migliorare. Ma delle scuse a Gattuso le devo comunque. Tornassi indietro la cosa che proprio non direi è il riferimento al tesserino (che “Sarebbe da stracciare in faccia, NdR). E’ stato eccessivo. E’ stato sbagliato. E’ stato un grave errore e me ne scuso. Non sono stato lucido, non sono stato me stesso. Rino ti rispetto e ti chiedo scusa. Resto tuo tifoso perché voglio vincere. A cominiciare dalla Supercoppa“.