Napoli, dopo la sconfitta è caccia al responsabile. Chiariello: “Gattuso e Giuntoli si spartiscono le colpe”

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La brutta figura rimediata nell’ultimo incontro contro la Lazio ha ufficialmente aperto la caccia ai responsabili in squadra e nella dirigenza del Napoli. La quinta sconfitta in stagione è difficilissima da digerire soprattutto alla luce degli obiettivi tanto sbandierati in estate e dei giocatori che si sono aggiunti alla rosa con notevolissimi investimenti da parte della società. Scelte di mercato che non hanno saputo ripagare la fiducia di De Laurentiis e dei suoi manager.

Ma è davvero tutta colpa dei giocatori? A ben vedere ieri un intero reparto offensivo era fermo ai box o bloccato da squalifica o da scelte della società. Mertens e Osimhen alle prese rispettivamente con problemi ad una caviglia e alla spalla, Insigne out per squalifica e Milik e Llorente orami fuori dal progetto azzurro hanno costretto Gattuso a schierare un attacco del tutto inedito. Eppure non tutti sembrano voler accettare l’ipotesi della formazione d’emergenza.

In tanti considerano le cinque sconfitte già patite in campionato come il segno di una crisi che non riguarderebbe più solo chi scende in campo ma qualcuno molto più sù nella scala gerarchica della società. E’ il caso del giornalista e opinionista partenopeo Umberto Chiariello che a tal proposito dichiara: “Io dico che uno dei responsabili del brutto momento del Napoli è l’allenatore Gennaro Gattuso. Non bisogna dare la colpa solo ai calciatori”. 

Una posizione dura che però non si esaurisce con l’accusa al mister calabrese. “Me la prendo anche con Cristiano Giuntoli”. Continua Chiariello: “Il Direttore Sportivo ha buttato venticinque milioni di euro per Stanislav Lobotka, calciatore che finora non fatto vedere nulla. Ho ascoltato inoltre le sue dichiarazioni a SKY. Ha praticamente detto che il Napoli, a gennaio, cederà solo due calciatori. Andranno via Milik e Llorente. Io dico che il DS deve invece acquistare un terzino sinistro che serve come il pane a questa squadra”. 

Insomma, per il giornalista le colpe del momento nero del club sarebbero da imputare ad una guida tecnica non all’altezza e a delle scelte operato sul mercato assolutamente lontane dai veri bisogni della rosa.