Emerge un retroscena significativo legato al passato di Duvan Zapata al Napoli, una storia che negli anni ha alimentato discussioni e rimpianti tra i tifosi azzurri. L’attaccante colombiano ebbe un inizio tutt’altro che semplice nella sua avventura italiana. Il percorso di Zapata nel nostro campionato parte proprio da Napoli, che lo acquistò dall’Estudiantes con grandi aspettative.
Alla corte partenopea, però, il colombiano non riuscì mai a trovare una vera continuità, pur mostrando numeri tutt’altro che trascurabili: 11 gol in 37 presenze nel biennio azzurro, con una media realizzativa molto alta in rapporto ai minuti giocati. Dati che, col senno di poi, fanno riflettere.
A distanza di tempo, lo stesso Zapata ha raccontato un episodio destinato a far discutere. In una sua dichiarazione diventata celebre a Il Giornale, l’attaccante spiegò: “Sarri ha dovuto emarginarmi per volere della società”.
Parole che lasciano intendere come le scelte tecniche non fossero esclusivamente legate al campo, ma influenzate anche da valutazioni societarie e di progetto. Non pienamente soddisfatto del suo rendimento, il Napoli decise così di girarlo in prestito biennale all’Udinese. Il suo destino, però, era ormai lontano da Napoli. Rientrato dal prestito, per lui non ci fu spazio nel progetto azzurro e la società decise di cederlo a titolo definitivo alla Sampdoria per una cifra compresa tra 23 e 24 milioni di euro.
