Napoli e Inter, il posticipo delle eterne incompiute

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Due risultati a sorpresa chiudono questa domenica di Serie A, in attesa delle partite del lunedì.

Alle 18 va in scena l’harakiri della banda di Benitez, sovrastata dalla cattiveria agonistica del Verona. Dopo un paio di acuti degli uomini di Mandarloni, è il solito Toni a sbloccare il risultato con un preciso sinistro a porta praticamente spalancata. Flebile la reazione degli ospiti che non riescono a giocare palla a terra a causa dell’asfissiante pressing del centrocampo gialloblu. Soltanto verso la fine dei primi 45 minuti i timidi risvegli del Napoli sembrano premonire un secondo tempo all’arrembaggio, invece il copione non cambia e il Verona trova anche il secondo goal, sempre con capitan Toni, in contropiede. Inutile gli inserimenti dell’eroe di coppa Higuain e di Gabbiadini, rientrante dopo l’infortunio, e fermato allo scadere dal palo. L’espulsione di Sala al ’90 non rovina la festa al Verona che ritrova la vittoria contro il Napoli dopo aver incassato dai partenopei 16 reti negli ultimi 4 scontri.

Se San Gennaro piange, la Madonnina non ride. A San Siro l’Inter stecca nuovamente e perde per infortunio l’uomo simbolo del nuovo corso targato Mancini: Shaqiri. Il primo tempo è davvero poca cosa, con i nerazzurri spenti e il Cesena bravo a sfruttare la debole verve degli avversari, come alla mezzora quando Defrel con un pallonetto supera Handanovic e sigla il meritato 1 a 0. Come a Napoli, l’Inter rientra dagli spogliatoi con un nuovo piglio e un nuovo modulo; il 4-2-3-1 produce subito risultati positivi con la rete annullata per fuorigioco a Icardi in rovesciata, e il pareggio poco dopo di Palacio per l’uno a uno definitivo. Nonostante il forcing interista e il palo di Podolski, è forse ancora il Cesena ad avere l’occasione migliore ancora con Defrel, questa volta ipnotizzato da Handanovic. Al triplice fischio il Cesena può festeggiare e continuare a sperare nella salvezza; per l’Inter la partita di giovedì in Europa League è invece l’ultimo appello per salvare una stagione che rischia di diventare un fallimento.