Napoli – Fiorentina 2-1. Caro Sarri, “scudetto” significa ancora “bestemmiare”?

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ANALISI Napoli – Fiorentina 2-1

PRIMO TEMPO: quarantacinque minuti utili a disilludere le attese degli spettatori

Alla vigilia lo stratega Maurizio Sarri ha chiesto che il San Paolo si trasformasse in una “bolgia infernale” per 90’. Detto fatto! Oggi la squadra unita ha buttato giù tutto lo scetticismo dimostrato ieri dal tecnico partenopeo in conferenza stampa, quando, in maniera poco gradita ai tifosi, ha dichiarato che oggi sarebbe stata una partita molto difficile, contro la squadra più forte di questo campionato. Gli azzurri hanno piegato la Fiorentina col risultato di 2-1, grazie alle reti di Lorenzo Insigne e Gonzalo Higuain, protagonisti indiscussi del match. Certo con il Napoli si sa, c’è sempre da soffrire ed anche oggi il fattore tachicardia non è mancato, ma è durato davvero molto poco. Dopo un primo tempo entusiasmante, ma non troppo, tiepido lo si potrebbe definire, con un’unica occasione importante, il colpo di testa del Pipita nei minuti di recupero dettato dal passaggio splendido di Insigne a scavalcare. Un primo tempo con poche emozioni e nemmeno troppo intense insomma, dove le due squadre sembravano studiarsi, senza mai provare la stoccata decisiva, senza mai tentare di infliggere il colpo, ma con un buon giro palla dall’una e dall’altra parte, il tutto con dei ritmi di gioco molto intensi. Al duplice fischio dell’arbitro Banti il risultato è ancora fermo sullo 0-0, un risultato che sta bene ad entrambe, equo per quanto si è visto, ma che lascia disattese le aspettative delle due tifoserie.

CONSIDERAZIONI SUL 1° TEMPO: Insigne dannato, colpo di testa di Higuain, tutto il resto è noia. Negli spogliatoio si cambia testa

Unica nota positiva pare arrivare proprio dal reparto avanzato del Napoli, dove lo “scugnizzo napoletano” Insigne sembra essere più affamato e grintoso che mai, dando tutto su ogni pallone, con qualche giocata d’alto lignaggio e tanta corsa; l’unico problema resta il momento decisivo, la finalizzazione. Spesso il gioiellino proveniente dal vivaio della società partenopea avrebbe potuto provare il tiro, ma quasi sempre ha preferito scaricare per i compagni, ma la doppietta di San Siro pare aver profondamente trasformato questo giocatore, dandogli maggiore consapevolezza delle sue capacità. Come ben si sa, però, la partita non conta soltanto i 90’ di gioco, ma si gioca per buona parte anche a livello psicologico e motivazionale ed è evidentemente qui che il Napoli ha vinto il match di oggi, nei 15’ minuti di intervallo, quando negli spogliatoi arriva la tirata di orecchie da parte di Sarri ai suoi. Ecco che quando si riapre la porta gli undici azzurri valgono per ventidue, sono stati programmati per vincere…

SECONDO TEMPO: un Napoli su di giri spedisce a casa capitan Gonzalo e compagni

Si ritorna in campo ed inizia il secondo tempo, tra i cori dei tifosi, ricordiamo 50.000 le voci a sostegno degli azzurri, 1.000 quelle a sostegno della squadra Viola, la quale ha evidentemente subito l’influenza del fattore stadio.
Bastano pochi secondi al Napoli per far esplodere di gioia la città quando, al 1° minuto del secondo tempo, un preciso filtrante di Marek Hamsik innesca la corsa di Lorenzo Insigne, pronto alla battuta a rete con un destro secco a giro che si insacca nell’angolino basso alla sinistra di Tatarusanu. Esulta Maurizio Sarri dalla panchina azzurra, al contrario, delusione sulla panchina viola, ma c’è ancora tempo e Sousa incita i suoi a recuperare in fretta. Nei minuti che seguono si vede un Napoli che crea tanto, ma spreca ancora di più, con un Higuain troppo poco convinto, che spesso manca quel tanto che basta per mettere la palla in rete. Occasioni importanti arrivano anche per José Callejon ed Allan, che oggi si è dimostrato sempre più in forma, di grande supporto per il reparto avanzato e sempre più pericoloso con le sue incursioni con e senza palla, un uomo ormai sul quale saremmo tutti pronti a scommettere ad ogni gara. Viene fuori così una Fiorentina un po’ nervosa ed anche un po’ troppo fallosa, che vede ammoniti ben quattro uomini tra le sue fila: Badelj, Astori, Roncaglia e Rodriguez. Dopo una prima metà del secondo tempo giocata quasi prettamente in difesa, però, per la società della famiglia Della Valle arriva l’atteso pareggio, in maniera un po’ inaspettata, lasciando i tifosi azzurri a bocca aperta, facendo invece gioire il settore ospiti del San Paolo. La rete, arrivata al 28’ del secondo tempo, porta la firma di Kalinić, l’unico dubbio di Sousa in questa settimana, il quale è stato combattuto tra la decisione di schierarlo o meno a causa della sua condizione fisica non brillante. Alla fine però la scelta è stata ripagata dalla quinta realizzazione in campionato dell’attaccante viola, il quale è attualmente al quarto posto nella classifica marcatori aggiornata, dietro soltanto ad Eder della Samp e dietro ai due azzurri Higuain ed Insigne che siglando le reti di oggi volano a 6.

La situazione di stallo e di parità, caratterizzata da un’ apparente tranquillità dura però soltanto il tempo che lo speaker Decibel Bellini annuncia la rete viola. Infatti al 74’ un tiro di Higuain respinto dal portiere e la ribattuta a rete di Dries Mertens, col pallone che esce di pochissimo, danno già una prima scarica di energia al San Paolo. Basterà aspettare altri sessanta secondi, per sentire la terra tremare a Fuorigrotta, quando Gonzalo Higuain, su assist proprio di Mertens, infilerà nella porta avversaria il pallone del decisivo 2-1. Il numero 9 del napoli si mostra nuovamente cinico a tu per tu col portiere avversario e stavolta non perdona Tatarusanu, il quale nulla può contro la precisione del Pipita, il quale con un tiro che pare essere un colpo da biliardo, sigla l’ultima rete di questo incontro. Nei quindici minuti che seguono quello che si vede è davvero poca cosa, la Fiorentina non riesce ad incidere, il Napoli mantiene un discreto possesso palla in questa fase. Si passa da una sponda all’altra senza troppa convinzione, finché il triplice fischio di Banti segna il termine del match che porta gli azzurri al quarto posto, a pari punti con la Lazio e col Sassuolo, a meno 3 punti dalla vetta, detenuta ancora dalla Fiorentina, la quale comincia a tremare in vista della sfida che si terrà stasera alle 20.45 tra Inter e Juve, sotto i riflettori di un Meazza gremito di spettatori. In caso di vittoria l’Inter si porterebbe a 19 punti, scavalcando i viola, che andrebbero al secondo posto, seguiti dalla Roma a 17 e, appunto, dalle tre, Napoli, Sassuolo e Lazio, a 15. Tutto dipenderà anche da quanta voglia avrà di recuperare la vecchia signora in affanno in quest’avvio, relegata adesso alla 14esima posizione in classifica, ma che potrebbe arrivare, in caso di vittoria a Milano, al 10° posto a pari punti con la Sampdoria.

Ad una sola partita dal termine di questa ottava giornata di campionato, il Napoli di Aurelio De Laurentiis, il quale insieme all’allenatore può ritenersi davvero soddisfatto, anche se 4° in classifica, pare essere davvero la squadra da battere di questa Serie A 2015/2016, facendo registrare una striscia positiva con numeri esorbitanti, ben 6 vittorie nelle ultime 7 gare, tra campionato e coppe, con addirittura 20 reti in attivo e soltanto 2 gol dubiti.
Il quesito da porsi in questo caso diventa solo uno: “Caro Sarri, la parola “scudetto” è ancora sinonimo di “bestemmiare?”.
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