Napoli: i bambini senza cittadinanza chiedono di essere riconosciuti italiani

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Fonte - www.proteofaresapere.it/corsi/formazione/integrazione-scolastica-inclusione -

Napoli è sempre stata la città dell’integrazione. Difatti basta fare un giro per la città per notare quante culture internazionali, coesistono pacificamente tra loro.

Il fenomeno dell’immigrazione, non mette paura al cittadino autoctono.

Proprio per questo i figli di questa città convivono senza alcun tipo di problema con compagni di altre nazionalità.

Ciò che non sorprende a Napoli, è la voglia che hanno questi uomini e donne di integrarsi, di vivere la nostra cultura, e di inserire i propri figli nel nostro sistema scolastico.

Sono circa ottanta i bambini che, senza cittadinanza italiana, frequentano l’istituto Ristori di Via Duomo a Napoli.

Il plesso è situato a due passi da Forcella, in una delle aree più centrali della città e con un elevato tasso di famiglie extracomunitarie.

Tra i bambini vi è chi è nato in Italia, e che giustamente pensa: “Noi siamo italiani perché siamo nati qui e non vogliamo lasciare Napoli”.

E chi pur non essendo nato in Italia, ha comunque voglia di restare qui, sottolineando la loro voglia di non voler lasciare il territorio. “Guardaci, siamo come voi e non vogliamo andare via”.

I bambini si sono integrati perfettamente all’interno dell’istituto. Infatti anche la preside, Immacolata Iadicicco, ci tiene a dichiarare, che: “Le loro diversità sono la nostra ricchezza, e noi facciamo di tutto per metterle in risalto. I genitori ci chiedono di fare il possibile per la loro integrazione, ma la verità è che i bambini si integrano da soli”.

Per i bambini è semplice interagire, tra loro, però non sempre ciò è fattibile. Per questo la preside ha chiesto espressamente un aiuto. “Vorremmo solo più professionisti e sociologi per aiutarli nella prima fase di accoglienza“.

La richiesta è per aiutare quei bambini come Ali nato a Napoli da genitori stranieri. O come Mohammad, scappato dall’orrore della guerra in Siria.