Napoli, il padre di Petagna: “Andrea non vede l’ora di indossare l’azzurro, spera di restare”

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Andrea Petagna fonte foto: Di Ago76 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52712432
Andrea Petagna fonte foto: Di Ago76 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52712432

Euro Petagna, padre di Andrea Petagna, ha parlato dell’imminente futuro azzurro di suo figlio nel corso della trasmissione di Raffaele Auriemma ‘Si Gonfia la Rete‘ in onda sulla frequenza radiofonica Radio Marte. Ecco le sue parole.

Sul salto al Napoli sul piano personale

“Andrea ha molti amici a Napoli, già qualcuno si è attivato per trovargli una sistemazione. Lui non vede l’ora. Chiaramente in questi anni è stato a Bergamo, Ferrara e la sua città è diventata Milano dove ha fatto tutto il settore giovanile. Noi poi abbiamo anche dei parenti a Napoli. Quando era all’Atalanta contro gli azzurri un suo gol ha salvato Gasperini ed è stata una gioia immensa per Andrea che da poco era titolare alla dea. Da lì in poi è cominciato tutto il percorso fino ad arrivare in Europa League.”


Sul possibile arrivo di Osimhen

“Il mio pensiero è che una squadra come il Napoli, impegnata su vari fronti, è chiaro che ci sia concorrenza. Non sarà facile conquistarsi il posto. Dal punto di vista tecnico la possibilità di giocare con i giocatori del livello di quelli del Napoli ed essere allenato da Gattuso è un’opportunità fantastica. La concorrenza ci sarà, starà a lui conquistare lo spazio per giocare. Da un punto di vista umano e caratteriale allenarsi agli ordini di Gattuso è un’altra bellissima occasione di crescita. La speranza è quella di restare, ora dipende tutto da lui. Quello che abbiamo capito noi è che Andrea viene a Napoli per restare, poi nel calcio esistono varie dinamiche.”


Sul gol al San Paolo

“Abbiamo letto delle critiche per la mancata esultanza, ma la soddisfazione di Andrea di poter segnare in questo stadio fantastico era tanta. Senza pubblico e con la Spal in una situazione di classifica poi, credo che non c’era molto da festeggiare. Forse poi, è anche perché un pezzo di Napoli gli è già entrato nel cuore”.