Napoli, l’ex medico De Nicola: “Anche la sfortuna dietro i tanti episodi. Edo De Laurentiis merita rispetto”

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Stadio San Paolo, casa del Napoli, fonte Di Pochos di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24758037
Stadio San Paolo, casa del Napoli, fonte Di Pochos di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24758037

Alfonso De Nicola, ex medico del Napoli, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Radio CRC nel corso della trasmissione “Fuori la Radio“. Ecco le sue parole.

Devo ringraziare il Presidente e chi mi ha dato la possibilità di lavorare nel migliore dei modi. Devono credere in quello che fanno ed andare avanti nel migliore dei modi. Non ho ancora ricevuto nessun ringraziamento da parte dello staff, ma non lo esigoNon credo alla fortuna e alla sfortuna, ma credo ci sia un pizzico anche di questo in merito ai numerosi infortunati. Bisognerà vedere a fine campionato cosa diranno le statistiche.

 Se siamo stati 5 anni con Reja e 5 con Mazzarri vuol dire che qualcosa c’è stato. Sono due persone eccezionali, che ci hanno dato la possibilità di lavorare sinergicamente. Soprattutto durate il periodo Mazzarri c’è stata una crescita esponenziale della squadra, soprattutto morale. Sono molto legato al mio territorio, a Napoli, e questo mi condiziona nelle scelte qual’ora venissero delle offerte da altri territori. L’efferata da valutare potrebbe essere sempre valida, con un progettualità seria, come quella dei De Laurentiis.

Se ci sarà un’altra società che mi farà un altra proposta del genere accetterò con piacereEdoardo De Laurentiis è un ragazzo molto passionale, che ha dedicato la sua vita al Calcio Napoli. Merita rispetto. Giocare ogni tre giorni è una cosa molto complessa, era difficile per noi che eravamo nell’ombra, figuriamoci per loro.

Spero ci sia questa sorta di rivalsa, anche morale. I calciatori sono gli stessi. La partita non significa solo andare in campo, ma l’allenamento, l’adrenalina, l’ansia, è come fare tre esami a settimana, in più, la nazionale, rappresenta uno stress pazzesco. Da un punto di vista mentale e psicologico, credo ci sia una pressione importante per ragazzi così giovani”.