Napoli, l’indiscrezione che fa riflettere: giocatore vomitava prima di scendere in campo.

Inspiegabili malori in campo. Giocatori piegati in due dalla pressione del match e di tutto un universo che li vorrebbe sempre vincenti. E' l'inferno della fragilità umana che non ha tempo né modo di palesarsi al mondo.

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Edu-Vargas
Fonte: Wikimedia

Il calcio può essere spietato e svelare le fragilità di chiunque. Nel corso del tempo abbiamo assistito a episodi sempre più frequenti di malori sopraggiunti a ridosso o proprio nel bel mezzo di una gara. Quando la pressione sale anche i più duri e tenaci non possono far altro che soccombere, talvolta vomitando in campo anche in mondovisione.

Hanno fatto il giro del mondo le immagini di Lionel Messi, piegato in due, rimettere l’anima direttamente sull’erba del campo di gioco. Un’immagine cruda che però restituisce anche la sensazione che al di là dell’allure che circonda il giocatore più forte del mondo, dietro si nasconda un uomo qualunque con le sue paure e le sue debolezze.

Negli ultimi tempi è toccato anche al giocatore del Torino, Simone Verdi, che oltre a strabiliare in mezzo al campo ha più volte anche atterrito il pubblico con violenti conati di vomito. Una scena che svela l’enorme pressione sulle spalle dell’attaccante.

Eppure anche a Napoli qualcuno è pronto a giurare che tra le mura amiche dei centri tecnici e l’ex San Paolo ci fosse chi davvero non riuscisse a far fronte all’ansia pre-match. E’ il caso di Edu Vargas, talento cristallino cileno che non è riuscito a imporsi anche con la divisa azzurra e che ha lasciato il club dopo tre anni deludenti la compagnia dei ragazzi partenopei.

A svelare l’indiscrezione è stata la redazione di Radio Kiss Kiss Napoli che ha parlato, pur senza entrare nei particolari, di un giocatore che vomitava fino a cinque o sei volte prima di scendere in campo. Secondo l’emittente a provocare tutto questo sarebbe stato l’impatto con l’entusiasmo e l’imponenza dell’impianto cittadino. La pressione a cui il giocatore si sentiva sottoposto non era facile da fronteggiare.