Napoli, Mazzarri e quel mercato di riparazione inesistente: il retroscena

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Walter Mazzarri fonte foto: Wikipedia - Anders Henrikson
Walter Mazzarri fonte foto: Wikipedia - Anders Henrikson

La stagione 2012-13 fu di altissimo livello per il Napoli. All’epoca sulla panchina azzurra vi era Walter Mazzarri. Il tecnico toscano riuscì a raggiungere la seconda posizione, alle spalle della Juventus di Antonio Conte.

Una grandissima cavalcata quella dei ragazzi azzurri, che però sarebbe potuto essere anche più prolifica se solo la società avesse provato ad accontentare alcune richieste di Mazzarri. L’allenatore infatti, nel periodo appena precedente alla finestra invernale di calciomercato, aveva parlato così alla sua dirigenza: Abbiamo bisogno di nuovi acquisti per centrare l’obiettivo. Magari anche in prestito, l’organico attuale non può arrivare fino in fondo”.

Una richiesta chiara e coincisa, che però venne respinta clamorosamente dal presidente Aurelio De Laurentiis e dal direttore sportivo dell’epoca Riccardo Bigon. La motivazione? Eccola. Non possiamo prendere certi calciatori in prestito perché percepiscono un ingaggio troppo elevato e creerebbero anche dei problemi all’interno dello spogliatoio“.

Un problema manageriale che si è spesso ripetuto negli anni, con allenatori che si sono dovuti accontentare di un calciomercato di riparazione inesistente. Più recentemente ad esempio, nel 2018, a proposito del mercato invernale Aurelio De Laurentiis aveva dichiarato: “In un mercato di riparazione ci siamo detti: che cosa devo riparare? Se siamo primi in classifica e abbiamo il record di punti.

Episodi che con il senno di poi hanno fatto la differenza in negativo. La sensazione è che nelle stagioni sopra citate sarebbe bastato veramente pochissimo per provare l’impresa fino in fondo, con degli acquisti mirati in zone nevralgiche del campo.