NAPOLI PALERMO 1-1

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Il Napoli spreca una buona occasione per agganciare la Roma al secondo posto. Il Palermo di Diego Lopez ha studiato bene la partita e non ha sfigurato al S.Paolo anzi, nel primo tempo nonostante il dominio azzurro, riesce a concretizzare e mettere in difficoltà i padroni di casa.
I rosa-nero hanno avuto un buon approccio alla gara. Lopez ha saputo caricare bene i suoi che, in campo, si son dimostrati all’altezza sia fisicamente che psicologicamente.
I siciliani hanno mostrato un bel gioco: veloce e corto, si son avvalsi di un buon pressing soprattutto a centrocampo dove Jorginho è stato limitato nella manovra. Un Palermo abile ed ordinato nel difendersi a quattro,  capace di raddoppiare sui portatori palla.
Il Napoli fatica a trovare spazi e a concretizzare nonostante un buon fraseggio e l’evidente possesso palla. Posavec e Pezzella sono in giornata e si dimostrano i veri protagonisti della gara, riuscendo a sventare ogni tentativo azzurro.
Al 6′ Nestorodsky porta in vantaggio il Palermo grazie ad un ottima intesa con Rispoli. Di testa il macedone non sbaglia.
La reazione dei partenopei è immediata ed inizia una fase di vero e proprio assedio. Ci provano Callejon e Mertens aiutati da Hamsik che cerca sempre di trovare il varco giusto. Il Palermo è ben organizzato e chiude spazi e possibilità ad un Napoli indiavolato. Posavec, il vero protagonista, nega l’esultanza del goal agli azzurri.
RIPRESA
Il copione non cambia: il Napoli attacca e il Palermo si difende, cercando di gestire l’evidente ansia nella gestione del vantaggio. Le ripartenze sterili dei palermitani son finalizzate, più che altro, a tenere lontano il pallone da Posavec. I cambi del Napoli sono inevitabili e Sarri opta per un iper attacco, inserendo Zielinsky e Pavoletti (poco utile alla causa).
E’ Mertens a ristabilire la parità al 21′ grazie ad una papera di Posavec che si lascia scappare il pallone tra le gambe. Sul finale gara le squadre, evidentemente stanche, si allargano ed il Napoli cerca alla disperata il goal del vantaggio che però non arriva.
A nulla son valsi i tentativi di Zielinsky, Hysaj e di Pavoletti di testa. Insigne ha la palla del vantaggio sui piedi ma fallisce clamorosamente.