Napoli, regina nel progetto Miur: 273 istituti aperti d’estate

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Si parla di 10 milioni di cui quattro milioni e centomila a Napoli. Questi finanziamenti rientrano nel progetto del ministro Stefania Giannini e della Miur: scuole aperte anche d’estate, la domenica e nei festivi. Nella città partenopea a partecipare saranno 273 istituti.

«E’ un’occasione che non possiamo perdere. Ben venga l’apertura estiva delle scuole ma non è la soluzione al problema. Per contrastare la dispersione scolastica si devono programmare interventi regolari di sostegno ai ragazzi e alle famiglie, non limitarli all’estate quando una sparatoria accende i riflettori. Qui c’è molto altro da fare», dice la dirigente dell’istituto “Russo-Montale”, Daniela Salzano. La scuola comprende 950 alunni dai 3 ai 13 anni.  La maggior parte delle volte questi ragazzi  vivono in condizioni difficili e non hanno bisogno soltanto di un “aiuto” estivo. Ma quotidiano. Racconta, infatti, Daniela: «Alunni che è già difficile tenere in aula durante l’anno, per i quali sperimentiamo approcci non tradizionali  spesso provengono da famiglie disgregate o vivono il disagio di un genitore detenuto, e scaricano a scuola la rabbia verso qualsiasi adulto che associano a una istituzione. Tra i nostri allievi ci sono mamme-bambine ancora senza licenza media. Occorrono servizi sociali più efficienti e supporto ai genitori: questi ragazzi la sera tornano a casa in contesti difficili».

Il progetto c’è, ma bisogna vedere cosa si riesce a fare di concreto: «Viviamo realtà difficili e dopo la pausa estiva bisogna cominciare tutto daccapo. I ragazzi chiedono attività ludiche e ricreative, sarebbe bello avere a disposizione una piscina. Cosa abbiamo? Molto poco», afferma Fabrizia Landolfi, preside dell’istituto comprensivo “Borsellino” che raccoglie 750 ragazzi nel rione Case nuove.

Della stessa idea è anche  Anna Arengo, dirigente dell’istituto superiore “Livatino” di San Giovanni a Teduccio: «L’idea è vincente ma non ci possiamo permettere di sprecare fondi pubblici. I soldi stanziati sono destinati alle attività o al personale? L’apertura avrà successo solo se riusciamo ad adeguare spazi esterni e palestre».

Poi, c’è anche chi ha deciso di non prendere parte al progetto. Un po’ per sfiducia un po’ per motivi logistici: «Bando o non bando, la mia scuola resterà aperta fino all’ultimo giorno. Qui non serve un progetto d’emergenza ma un percorso a lungo termine. Avrei potuto salvare più ragazzi se le luci non si fossero accese a intermittenza», spiega Eugenia Carfora, la dirigente dell’istituto comprensivo “Papa Giovanni- Raffaele Viviani” di Caivano che sarà soppresso e smembrato dal primo settembre. All’appello mancherà anche l’istituto “Galileo Ferraris” di Scampia. I docenti saranno occupati negli esami di Stato e non c’è stato il tempo di organizzarsi. «Le attività estive si dovrebbero  programmare dall’inzio dell’anno scolastico», raccomanda spazientito il dirigente Alfredo Fiore.