Napoli unita contro la camorra e il fascismo. Spintonata e insultata Valeria Valente

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Il corteo ( fonte Repubblica, foto Riccardo Siano)
Il corteo ( fonte Repubblica, foto Riccardo Siano)

Sfilano associazioni, comitati e realtà politiche. A Napoli nel giorno della Liberazione si riuniscono quanti hanno il desiderio di voler cambiare la realtà in cui tutti noi viviamo. Lo slogan della manifestazione, infatti, recita così: «Liberiamoci dalla camorra come ci siamo liberati dal nazifascismo».  Il corteo è partito stamattina da piazza Mancini e arriverà fino al rione Sanità, proprio nel luogo in cui venerdì scorso si è consumato l’ultimo raid della camorra. Ancora prima di iniziare il corteo, però, già si verificano i primi scontri.

In testa al corteo ci sono gli attivisti dei centri sociali, come “Je so pazz”. La loro critica è diretta soprattutto al governo Renzi, accusato di permettere questo fiume di illegalità. Tra un grido e un passo si raccolgono, infatti, le firme contro l’Italicum. A chiudere la fila invece è lo striscione dell’Anpi.

Un corteo, però, che si è macchiato fin dall’inizio. Prima che i dimostranti incominciassero a sfilare, Valeria Valente, candidata del Pd per la città partenopea, è stata spintonata e insultata per strada. Soprattutto per il suo incontro di ieri con il premier Renzi: «Hai organizzato questa cosa per farti fotografare», urlano i manifestanti. A questo punto la deputata Pd è stata costretta ad allontanarsi. E’ subito polemica:  «È stato un errore molto grave il 25 aprile è di tutti e nessuno può arrogarsi il diritto chi sta in un corteo e chi no – sostiene Arturo Scotto capugruppo “Sinistra italiana” alla Camera – pochi intolleranti non rovinano la bellezza di queste corteo che sfila per dire siamo tutti antifascisti». Della stessa idea è Mario Coppeto, presidente V municipalità, intervenuto  a difesa di Valente: «Il corteo del 25 aprile è di tutti, nessuno deve essere cacciato. Siamo qui per dire no a fascismo e camorra».