Nel primo semestre 2018 rallenta il mercato residenziale di Ravenna

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Il numero di compravendite portate a termine sull’intero territorio provinciale, rispetto ai primi sei mesi del 2017, è calato del -3,4%, nonostante la favorevole congiuntura che comprende la vantaggiosa situazione mutui, i Bonus Fiscali sulla casa e i prezzi medi di vendita, ancora in calo.

 

In difficoltà il mercato residenziale di Ravenna e provincia, che nel primo semestre del 2018 ha fatto registrare una contrazione del flusso di compravendite di circa il -3,4%. Risultato decisamente negativo, dopo un biennio, quello tra 2016 e 2017, che aveva fatto ben sperare con il suo +6,6%, sempre considerando i primi sei mesi dell’anno. Un settore, dunque, che, nel ravennate, non solo stenta a decollare, ma ancora fatica a trovare una quadra soddisfacente per assicurare un crescita costante.

 

Difficile trovare una spiegazione a questa brusca battuta d’arresto nel numero di cambi di proprietà di abitazioni in vendita a Ravenna e provincia. Il mercato, infatti, attraversa un periodo in cui tutte le condizioni, sia a livello nazionale, che provinciale, appaiono vantaggiose. Dalla “situazione mutui”, ai prezzi medi di vendita, le transizioni di immobili residenziali dovrebbero essere favorite, vediamo perché.

 

La congiuntura favorevole.

 

Partiamo proprio inquadrando quella che abbiamo definito “situazione mutui”. Nell’intero corso del 2018, infatti, i finanziamenti finalizzati all’acquisto di abitazioni, hanno sostenuto fortemente il settore. I tassi d’interesse sono ai minimi storici, anche se, negli ultimi mesi, hanno dato i primi segnali di un imminente crescita. I requisiti per accedere ai prestiti, inoltre, sono stati per tutto l’anno “meno stringenti”, nel senso che gli istituti di credito hanno erogato mutui con maggiore facilità rispetto al passato, spesso finanziando cifre, in media, sempre maggiori di mese in mese.

 

Con la Legge di Stabilità 2018, inoltre, sono stati confermati tutti i Bonus Fiscali sulla casa già visti e conosciuti nel corso del 2017. Tra questi anche il Bonus Prima casa, che ha assicurato importanti sconti fiscali a chi ha investito i propri risparmi nell’acquisto di un’abitazione.  

 

A questa favorevole situazione, si aggiunga che, a Ravenna, i prezzi medi di vendita sono ancora in, seppur leggera, decrescita. Sicuramente un importante vantaggio per compratori e investitori, che, però, non appare sufficiente ad assicurare un flusso di compravendite in positivo per la provincia romagnola. Oltre a essere un significativo sintomo di un mercato tutt’altro che sano.

 

Se nel novembre 2016, infatti, il prezzo medio di vendita di un’abitazione a Ravenna era intorno ai 1.839 €/metro quadro, dodici mesi più tardi il valore degli immobili disponibili in vendita era calato a 1.819 €/metro quadro. La decrescita, però, non aveva ancora concluso la sua corsa al ribasso e nel gennaio di quest’anno, nel comune romagnolo, in media, si compravendeva a 1.805 €/metro quadro. Valore che, tra più bassi che alti, è rimasto pressoché costante fino allo scorso novembre, mese in cui, in media, le transazioni sono avvenute a circa 1.800 €/metro quadro.

 

Il primo semestre 2018.

 

Nei primi 6 mesi dell’anno, dicevamo, il numero di transazioni di abitazioni, rispetto al medesimo periodo del 2017, avvenuto nell’intero territorio provinciale, è calato del -3,4% (si è infatti passati dalle 2.219 compravendite dell’anno scorso alle 2.144 del 2018). Questo valore, però, nasconde la difficoltà che sta attraversando il settore residenziale nel comune di Ravenna: se nei comuni minori della provincia, infatti, il calo è stato solo del -0,8%, in città è stato addirittura del -5,8%.

 

Nel comune di Ravenna, in particolare, dopo un primo trimestre in leggero calo (-1,1%, da 460 a 450 compravendite), è stato il secondo trimestre a trascinare in basso il numero di cambi di proprietà, facendo registrare un -9,4% (da 617 a 559 transizioni).

Questo andamento risulta ancor più accentuato allargando il campo d’analisi all’intero territorio di Ravenna e provincia. Se il primo trimestre di quest’anno si era concluso in positivo (+2,2%), il periodo tra aprile e giugno ha fatto registrare una decisa inversione di rotta. Rispetto al secondo trimestre 2017, infatti, nel 2018 il flusso di compravendite è calato del -7,5%, ovvero si è passati dalle 1.282 transizioni dell’anno scorso alle 1.186 di quest’anno.