News dalla Premier League: per un Ranieri che sale, c’è un Mourinho che scende

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Sabato, giorno sacro per Inglesi ed Ebrei, mai come stavolta è foriero di notizione targate Premier League.

In primis, abbiamo il grande piacere di comunicarvi che in testa alla classifica di Premier, insieme alle ricchissime e blasonate stelle di Manchester City e Arsenal (in attesa delle gare di queste due), si conferma l’incredibile Leicester di Claudio Ranieri. La favola delle squadra continua, così come continua l’irrefrenabile sete di gol del bomber che non ti aspetti Jaime Vardy, che segna la sua 9 rete consecutiva contro il Watford. L’attaccante sigla con freddezza il rigore del 2-0, dopo che il compagno di squadra Kanté aveva segnato l’1-0. La partita vedrà poi una marcatura del Watford, ovviamente insufficiente a piegare i sogni di gloria del Leicester. Ora il ventottenne Vardy si impone solitario con 12 gol in testa alla classifica dei top scorer d’oltremanica, ed è ormai ad un passo dall’eguagliare il record di 11 gol consecutivi di Van Nisterlooy datato 2003.

L’altra notiziona, è l’ennesima sconfitta del Chelsea di Mourinho, che questa volta perde con lo Stoke City (che già lo aveva battuto ed eliminato dalla Coppa di Lega). Ormai i blues sono alla 7 sconfitta in campionato su 12 partite, e nello specifico, alla 3 sconfitta di fila (senza contare le coppe). Marko Arnautovic (mega-super meteora dell’Inter) condanna il Chelsea con un gol strepitoso. Mourinho, che squalificato si è “goduto” il match sul divano di casa, ora rischia davvero grosso. Eppure i blues mai come oggi forse meritavano qualcosa in più, il gioco c’era, le occasioni pure, ma quando il destino si impunta, si sa, non c’è niente da fare. Ora la palla passa ad Abramovich: qualunque altro allenatore sarebbe già stato spedito a casa con il primo volo disponibile, ma Mourinho non è un allenatore qualsiasi, e il petroliere russo lo sa bene. Il portoghese sa farsi volere bene, e i tifosi lo dimostrano con veemenza. La stragrande maggioranza dei cori anche ieri inneggiava a Mou, e le gigantografie dello special one anche stavolta dominavano le tribune. Abramovich è conscio



che esonerare Mourinho significherebbe inimicarsi i supporters, ma per quanto la squadra questa volta abbia giocato bene, carta canta: quale sarà la scelta di Abramovich?