Nicole Orlando, medaglia d’oro nello sport e nella vita

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Questa è Nicole Orlando, biellese classe ’93, cinque volte sul podio (quattro medaglie d’oro e una d’argento) nell’ultima edizione dei Mondiali di Atletica per sportivi affetti da sindrome di Down, entrando nella storia: mai un’atleta disabile è riuscito a conquistare ben 5 medaglie all’interno di una competizione. Da questo successo, Nicole è salita agli onori delle cronache, al punto di essere citata dal Capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno, come una delle donne che si sono distinte diventando un “emblema di un’Italia ricca di persone ed epserienze positive”. 

Nei scorsi giorni tutta l’Italia ha avuto modo di conoscere meglio questa strepitosa ragazza grazie alla sua ospitata all’interno dell’ultimo Festival di Sanremo condotto da Carlo Conti. In questa occasione la 23enne ha raccontato di essere un’appassionata di sport, ed anche in famiglia lo sport è molto amato: lei stessa è figlia di una giocatrice di basket e di un calciatore. Dopo aver praticato “basket, tiro con l’arco, tennis”, all’età di 6 anni si è affacciata al mondo dell’atletica ed ai tempi del liceo ha svolto le prime gare. Visti i grandi risultati ottenuti ai tempi dalla scuola nelle varie discipline sportive non solo dell’atletica, ma anche nuoto, ginnastica ritmica, triathlon, lancio del giavellotto e molto altro. In particolare nell’atletica leggera ha stabilito il nuovo record nazionale sui 200 metri, meritandosi così la convocazione alla Nazionale Italiana di categoria ed arrivando sino ai trionfi dello scorso dicembre al Campionato del Mondo IAADS 2015 svoltosi nella cittadina di Bloemfontein (in Sudafrica), dove si è imposta nei 100 metri, nel salto in lungo, nel triathlon (dove ha stabilito un record del mondo) e nella staffetta 4×100, mentre la medaglia d’argento è arrivata nei 200.

Nella sua intervista con Carlo Conti, la Orlando ha rivelato di amare anche la recitazione e grazie a questa sua passione fa parte di una compagnia teatrale “in cui interpreto una ragazza come me, che ha la sindrome di Down e che lotta per superare i pregiudizi di molte persone- racconta al Festival della Canzone Italiana -. Il mio motto è ‘mai dire non ce la faccio’. E sono molto contenta che dopo tante vittorie l’Italia intera si sia accorta di me e di tutti quelli come me”. E sulla sua citazione da parte di Mattarella: “Ero con i miei familiari a festeggiare il Capodanno e quando ho sentito il Presidente nominare il mio nome, mi sono chiesta: ‘ma cosa ho fatto per meritarmi tutto questo?’. Anche i miei genitori sono rimasti meravigliati”. 

Questa ragazza rappresenta un modello, un esempio che tutti noi dovremmo seguire quando i limiti che ci appaiono sembrano impossibili da superare. Un punto di riferimento da prendere in considerazione quando la fiducia in noi stessi si riduce a limiti confezionati, ai cosiddetti “luoghi comuni”: quando l’uomo si rassegna che siano i pregiudizi a determinare i vari confini, gli stessi per cui un soggetto che ha la sindrome di Down non possa vivere con fierezza ed orgoglio. E Nicole Orlando ne è un bellissimo esempio, sia nello sport che nella vita.