In Norvegia si intavola il progetto per la realizzazione del primo tunnel marino

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In Norvegia si è finalmente deciso di scavare nella roccia il primo tunnel marino. Il governo di Oslo ha approvato il progetto dello Stad Skipstunnel, un canale dentro a una galleria lunga 1,7 chilometri. In tal modo si eviterà il grande pericolo per le navi di circumnavigare la penisola di Stadlandet.

Numerose sono le voci discordanti in merito a quest’opera mastodontica, che dovrebbe essere pronta nel 2023. Per percorrere quel miglio di mare, le navi dovranno procedere ad una velocità così ridotta da impiegare lo stesso tempo necessario per navigare intorno alla Stadlandet; ogni nave dovrà aspettare il proprio turno prima di procedere. Sono state incaricate pesino 18 commissioni di esperti per valutarne il profitto economico. A detta loro lo Stad tunnel non risulta a favore delle casse dello Stato, ma la Norvegia è sicura di sé e sembra non badare a spese. Saranno investiti 250 milioni di euro e in più bisognerà rimuovere tre miliardi di metri cubi di detriti.

Nonostante ciò il progetto sarà portato avanti per prevenire la perdita di vite umane e probabili disastri ambientali. Si eviterà che le navi percorrano uno de tratti marini più pericolosi al mondo. Per almeno 100 giorni l’anno c’è il rischio di imbattersi nelle tempeste del Mare del Nord che, dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi, hanno causato un gran numero di vittime e naufragi.

Il tunnel collegherà il fiordo di Moldefjorden e la baia di Kjødepollen. Per tutta la durata dei lavori saranno costruite due dighe provvisorie nel punto più stretto della penisola per arginare l’acqua. Il tunnel sarà largo 36 metri e alto 49 dalla base al tetto. Dopo aver abbattuto le dighe, alla fine dei lavori, l’acqua lo invaderà per una profondità di 12 metri. Secondo queste stime potranno transitare traghetti e navi fino a 20.000 tonnellate.

L’ingegner Terje Andressen, responsabile del progetto, garantisce che la galleria marina sarà attraversata da 100 navi ogni ora; sarà istituito un centro di controllo come negli aeroporti, per dare alle imbarcazioni un orario di partenza. L’opera, importante per i traghetti passeggeri, avrà una certa rilevanza anche per il commercio del pesce, che viene allevato o pescato nei due fiordi che saranno così collegati.